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	<title>Felian</title>
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	<description>L&#039;ufficio in forma</description>
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		<title>Novità</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[tesa Clean Air® Protezione efficace contro le polveri sottili di stampanti laser Test minuziosi hanno dimostrato che le stampanti laser, i fax e le fotocopiatrici emettono polveri sottili. L’aria degli uffici è quindi più inquinata di quella presente nelle immediate vicinanze di un’autostrada mediamente trafficata. Questo è stato accertato da fisici australiani della Queensland University [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Box-TESA-CleanAir.jpg"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Box-TESA-CleanAir-177x300.jpg" alt="Box TESA CleanAir" title="Box TESA CleanAir" width="200" height="350" class="alignleft size-medium wp-image-5716" /></a><br />
<h1><strong>tesa Clean Air®</strong></h1>
<p><strong>Protezione efficace contro le polveri sottili di stampanti laser</strong><br />
Test minuziosi hanno dimostrato che le stampanti laser, i fax e le fotocopiatrici emettono polveri sottili. L’aria degli uffici è quindi più inquinata di quella presente nelle immediate vicinanze di un’autostrada mediamente trafficata. Questo è stato accertato da fisici australiani della Queensland University of Technology1. Il filtro per polveri sottili tesa Clean Air® purifica l’aria del tuo ufficio. <br/><br />
<br/><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Particolare-CleinAir.jpg"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Particolare-CleinAir-300x232.jpg" alt="Particolare CleinAir" title="Particolare CleinAir" width="150" height="122" class="alignright size-medium wp-image-5718" /></a></p>
<h1>Grande efficacia</h1>
<p>tesa Clean Air® filtra fino al 94 % <br/>di tutte le particelle di polveri sottili.</p>
<h1>Resa eccezionale</h1>
<p>La funzionalità di tesa Clean Air® è stata certificata dal TÜV Nord.<br />
Il Centro Europeo per la Fondazione di Ricerca sulle Allergie (ECARF) ha premiato la tecnologia del filtro per polveri sottili tesa Clean Air® con il Marchio di qualità ECARF per i prodotti consigliati alle persone allergiche.</p>
<p><a href="http://www.tesaitalia.it/consumer/solutions/tesa_clean_air/filtraggio-top-quality-garantito,1416988,1,Gallery.html"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/launch-video.jpg" alt="videata-presentazione" title="Video Presentazione CleanAir" width="400" height="312" class="aligncenter size-full wp-image-5742" /></a></p>
<hr />
<h1>Facile uso</h1>
<p>tesa Clean Air® può essere applicato in modo facile e rapido ed è disponibile nelle tre misure:</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 12px; ">Small <strong>cod. PL0978</strong><br />
Medium <strong>cod. PL0979</strong><br />
Large <strong>cod. PL0980</strong></p>
<hr />
<h1>Protezione duratura</h1>
<p>Il potere filtrante di tesa Clean Air® viene garantito per 70.000 stampe o 12 mesi.</p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/presentazione_tesa-clean-air.mov"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/videata-presentazione.png" alt="videata-presentazione" title="Video Presentazione CleanAir" width="400" height="312" class="aligncenter size-full wp-image-5742" /></a></p>
<hr />
<hr />
<h1>Come funziona tesa Clean Air®?</h1>
<p>tesa Clean Air® viene fissato semplicemente alla griglia di aerazione di stampanti, fax e fotocopiatrici con l’aiuto di un sistema VELCRO® autoadesivo di alta qualità. Le performance della stampante e la qualità di stampa non ne vengono influenzate. Il filtro per polveri sottili tesa Clean Air® è composto da uno speciale tessuto non tessuto a tre strati che filtra persino le particelle di polvere più sottili. L’innovativo tessuto non tessuto ad alto rendimento è estremamente efficace e può essere smaltito con i rifiuti domestici.</p>
<hr />
<h1>Inquinamento da polveri sottili in ufficio</h1>
<p>Quando si parla di polveri sottili, la maggior parte delle persone pensa alle auto e all’inquinamento ambientale. Quello che molti non sanno è che anche le stampanti laser, i fax e le fotocopiatrici, emettono particelle di polvere sottili che possono nuocere alla salute.</p>
<hr />
<hr />
<h1>Il 70% dei lavoratori dipendenti italiani è potenzialmente colpito</h1>
<p>I dipendenti che lavorano negli uffici italiani respirano giornalmente grandi quantità di polveri sottili emesse dalle stampanti laser, dai fax e dalle fotocopiatrici, mettendo così, a lungo andare, in pericolo la loro salute. I più recenti risultati delle ricerche non escludono più un rischio per la salute dovuto alle emissioni di polveri sottili di queste macchine. <a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/rischio-in-ufficio.jpg"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/rischio-in-ufficio-300x130.jpg" alt="rischio-in-ufficio" title="rischio-in-ufficio" width="300" height="130" class="alignright size-medium wp-image-5724" /></a>Il numero delle stampanti laser usate sul posto di lavoro è tuttavia in costante aumento. Nel frattempo, più del 70% dei dipendenti italiani utilizza una stampante laser. L’82% siede a tre metri o meno dall’apparecchio3. Quello che molti non sanno è che durante ogni processo di stampa, tali apparecchi liberano particelle di polvere invisibili a occhio nudo che possono raggiungere i polmoni ed entrare persino nella circolazione sanguigna. Alcuni modelli emettono una tale quantità di sostanze nocive da rendere l’inquinamento da polveri sottili in ufficio paragonabile a quello di una strada a traffico intenso.</p>
<hr />
<h1>Studio sui toner riassume stato della ricerca</h1>
<p>Il cosiddetto studio sui toner dell’Istituto federale per la valutazione dei rischi (BfR) riassume lo stato attuale della ricerca. In base alle conoscenze scientifiche attuali, non è più possibile escludere danni alla salute dovuti alle emissioni di polveri sottili delle stampanti laser. Si devono tuttavia effettuare altre ricerche per chiarire definitivamente i legami. Il BfR ritiene quindi urgente definire la composizione fisica e chimica delle particelle delle polveri sottili attraverso ulteriori studi. Per poter ultimare la valutazione dei rischi, il BfR consiglia di verificare in una seconda fase la reazione delle persone alle emissioni delle stampanti laser.</p>
<hr />
<h1>Nanotecnologia un importante argomento di attualità per la sicurezza sul lavoro?</h1>
<p>Come riferisce l’Istituto federale per la sicurezza e la salute sul lavoro (BAuA), in un sondaggio europeo tra esperti le nanoparticelle e i particolati ultrasottili sono già stati riconosciuti come un importante tema d’attualità per la sicurezza sul lavoro. Tuttavia, sembra che l’esposizione effettiva di persone e ambiente e le caratteristiche e rischi tossicologici ed eco-tossicologici, attualmente non possano ancora essere valutati.</p>
<p>Sarebbe tuttavia stata riconosciuta la necessità di effettuare studi in merito e di colmare le lacune conoscitive.</p>
<p style="text-align: left; font-size: 0.7em; padding-left: 1px; padding-right: 14px;">Fonte: Istituto federale per la sicurezza e la salute sul lavoro (BAuA) 2006.</p>
<hr />
<h1>Polveri sottili &#8211; Rischio per la salute</h1>
<p>Le ripercussioni sulla salute dovute alle emissioni di polveri sottili dipendono dalla grandezza dei particelle. Quelle più grosse, derivanti dalle auto, si depositano più difficilmente nell’organismo rispetto a quelle molto piccole emesse da stampanti laser, fax e fotocopiatrici. Più piccole sono le particelle, più frequentemente si riscontrano danni alla salute che si estendono all’intero organismo. <a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/disfunzioni-polmonari.jpg"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/disfunzioni-polmonari-300x238.jpg" alt="disfunzioni-polmonari" title="disfunzioni-polmonari" width="300" height="238" class="alignright size-medium wp-image-5723" /></a><br />
Le particelle ultrasottili fanno parte di polveri sottili estremamente cancerogene e sono quindi particolarmente dannose. Secondo gli studi, le particelle a partire da una grandezza media inferiore a 10 micrometri possono peggiorare la funzione polmonare, quelle di grandezza inferiore a 2,5 micrometri possono provocare effetti patologici sistemici come tumori o patologie cardiocircolatorie.</p>
<p style="text-align: left; font-size: 0.7em; padding-left: 1px; padding-right: 14px;">Brüning, Thomas et al.<br />
Valutazione degli effetti che le polveri di toner hanno sulla salute delle persone sul posto di lavoro.<br />
Berufsgenossenschaftliches Forschungsinstitut für Arbeitsmedizin (Istituto di ricerca delle associazioni di categoria per la medicina del lavoro), 2006, pag. 14 segg.</p>
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		<title>Prodotti Ecologici</title>
		<link>http://www.felian.it/prodotti-ecologici/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Ufficio Naturalmente I prodotti che nel nostro Catalogo Generale sono contraddistinti dal simbolo della Foglia, sono stati pensati per chi vuole sentirsi attivamente in linea con il più basso impatto ambientale e con gli attuali imperativi di salvaguardia della natura. Scegliere questi prodotti è il modo più veloce ed efficiente per dare inizio ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #339966;">L&#8217;Ufficio Naturalmente</span></h1>
<p>
<a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/01/Foglia-verde.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-401" title="Foglia-verde" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/01/Foglia-verde-300x300.jpg" alt="" width="94" height="94" /></a>I prodotti che nel nostro Catalogo Generale sono contraddistinti dal <strong>simbolo della Foglia</strong>, sono stati pensati per chi vuole sentirsi attivamente in linea con il più basso impatto ambientale e con gli attuali imperativi di salvaguardia della natura. Scegliere questi prodotti è il modo più veloce ed efficiente per dare inizio ad un programma di salvaguardia ambientale all’interno del proprio ufficio.
</p>
<p style="float:left;">
<a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/04/Nordic-Ecolabel.jpg"><img class="alignleft" title="Nordic-Ecolabel" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/04/Nordic-Ecolabel-285x300.jpg" alt="" width="82" height="85" /></a><br />
<strong><strong>Nordic Ecolabel</strong></strong>, anche detta White Swan (Cigno bianco) è un’etichetta ecologica attiva in Nord Europa dal 1989.Viene assegnata a categorie di prodotti, caratterizzati da un ridotto impatto ambientale lungo tutto il loro ciclo di vita.
</p>
<p style="float:left;">
<a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/04/Der-Blaue-Engel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1875" title="Der-Blaue-Engel" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/04/Der-Blaue-Engel-292x300.jpg" alt="" width="82" height="85" /></a><br />
Il <strong>Der Blaue Engel</strong> (l’Angelo Azzurro) tedesco, è il marchio di qualità ecologica attivo sin dal 1977 e diffuso a livello nazionale. Promuove i prodotti in grado di ridurre gli impatti ambientali negativi e facilitare le scelte di quei consumatori che, in numero sempre crescente, sono interessati alla salvaguardia ambientale.
</p>
<p style="float:left;">
<a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/04/pannello-ecologico.jpg"></a><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/04/pannello-ecologico1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1878" title="Pannello Ecologico" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/2011/04/pannello-ecologico1-300x218.jpg" alt="" width="82" height="85" /></a> Il marchio <strong>Pannello Ecologico</strong> identifica i mobili per ufficio fabbricati utilizzando pannelli in legno riciclato. Il materiale è realizzato esclusivamente con reimpiego di legno, mediante un processo produttivo che rispetta l’ambiente perché non comporta l’abbattimento di alberi.
</p>
<p style="float:left;">
<a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/EnergyStar1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3143" title="Energy Star" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/EnergyStar1.jpg" alt="" width="82" height="85" /></a> <strong>Energy Star</strong> è un programma per promuovere la conservazione di energia migliorando l’efficienza dei prodotti di consumo. Il marchio compare su periferiche e prodotti informatici identificando modelli di macchine più efficienti in termini di risparmio energetico.
</p>
<p style="float:left;">
<a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/FSC1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3145" title="FSC" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/FSC1.jpg" alt="" width="82" height="85" /></a> Il marchio <strong>FSC</strong> (Forest Stewardship Council) identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. La foresta di origine della materia prima è controllata e valutata in maniera indipendente in conformità a questi standard (principi e criteri di buona gestione forestale), stabiliti ed approvati dal consiglio FSC tramite la partecipazione ed il consenso delle parti interessate.
</p>
<p style="float:left;">
<a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/PEFC18-41-36.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3147" title="PEFC Concessione Felian n°18-41-36" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/PEFC18-41-36.jpg" alt="" width="82" height="85" /></a> Il <strong>PEFC Council</strong> (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) è l’organizzazione mondiale che promuove la gestione sostenibile delle foreste attraverso la certificazione forestale e l’etichettatura dei prodotti di origine forestale. I prodotti dichiarati PEFC e/o con il marchio PEFC danno garanzia che la materia prima proviene da foreste gestite in maniera sostenibile.
</p>
<p><br/></p>
<h1><span style="color: #339966;">Felian rispetta l’ambiente</span></h1>
<p><strong>Felian si impegna giorno dopo giorno a minimizzare l’impatto che le proprie attività hanno sull’ambiente adottando i principi dello sviluppo sostenibile.</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">-</span></p>
<h1><span style="color: #339966;">Felian:</span></h1>
<p><span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>rispetta le normative ambientali;<br />
<span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>minimizza gli sprechi e la produzione di rifiuti;<br />
<span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>previene l’inquinamento, attraverso un regolare smaltimento de irifiuti;<br />
<span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>incoraggia ogni forma di risparmio energetico;<br />
<span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>promuove la pratica del riciclo e l’utilizzo di prodotti contenenti materiale riciclato;<br />
<span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>pratica la raccolta differenziata all’interno dell’azienda;<br />
<span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>collabora con fornitori che si impegnano a proporre  beni e servizi con il più basso impatto ambientale;<br />
<span style="color: #339966;"><strong>• </strong></span>coinvolge e forma i propri dipendenti in un’attenta politica di rispetto ambientale.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/134e1ED3eYk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Politica-Ambientale-Felian.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-404" title="Politica-Ambientale-Felian" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Politica-Ambientale-Felian1.jpg" alt="" width="242" height="101" /></a></p>
<p><br/>Per chi vuole approfondire può scaricare il PDF della <a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Politica-Ambientale-Felian.pdf" target="_blank">Dichiarazione Ambientale Felian</a>.</p>
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		<title>Carta SAVE</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Carta del Futuro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/SAVE_Leaflet.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-4100" title="clicca sull’immagine per scaricare il Leaflet illustrativo" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Carta-Save.jpg" alt="Risma di Carta SAVE!" width="295" height="435" /></a></h1>
<h1><span style="color: #c1cf00;"><strong>SAVE!</strong></span></h1>
<h1><span style="color: #c1cf00;"><strong>La Carta del futuro</strong></span></h1>
<p><strong>Scegliere la giusta carta e risparmiare in tutti sensi.</strong></p>
<p>SAVE! è una carta per fotocopie innovativa che offre ottimi risultati di stampa per le esigenze di tutti i giorni, grande rispetto per l&#8217;ambiente e un eccellente rapporto qualità-prezzo.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>Cod. PL3369</strong><br />
65 g/m<sup>2</sup> &#8211; Formato A4 cm 21&#215;29,7</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/FSC-EcoLabel.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4126" title="SAVE! - FSC e EcoLabel" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/FSC-EcoLabel.jpg" alt="SAVE! - FSC e EcoLabel" width="500" height="218" /></a><br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2></h2>
<p><br/><br />
<br/></p>
<h2><span style="color: #c1cf00;"><strong>UNA CARTA AFFIDABILE:</strong></span></h2>
<p>• ideale per stampa e fotocopie per uso interno e grandi quantità di documenti<br />
• adatta soprattutto per stampa in bianco e nero e con particolari colori<br />
• garantita per stampa fronte retro con tecnologie a getto d&#8217;inchiostro e laser<br />
• stessi risultati di stampa e stessa sensazione al tatto di una carta per fotocopie standard<br />
• il grado di bianco elevato rende più piacevole la lettura<br />
• grossezza e spessore ottimi per una scorrevolezza senza intoppi<br />
• garantita per l&#8217;archiviazione con certificazione DIN 6738.</p>
<h2><span style="color: #c1cf00;"><strong>UN APPROCCIO SOSTENIBILE:</strong></span></h2>
<p>• prodotta attraverso un approcio rispettoso del ciclo di vitache riduce al minimo l&#8217;impatto ambientale in ogni fase diproduzione, utilizzo e smaltimento.<br />
• prodotta utilizzando legno proveniente da fonti gestite inmodo sostenibile<br />
• certificata FSC<br />
• prodotta in una cartiera certificata ISO 14001<br />
• prodotta in Europa<br />
• le scatole sono prodotte utilizzando fibre riciclate<br />
• carta e confezione possono essere riciclate dopo l&#8217;uso.</p>
<h2><span style="color: #c1cf00;"><strong>UNA SCELTA PIÙ ECOLOGIA*:</strong></span></h2>
<p>• utilizza il 19 % in meno di legno rispetto ad una carta per fotocopie standard<br />
• utilizza il 38% in meno di acqua rispetto ad una carta per fotocopie standard<br />
• utilizza il 18 % in meno di energia rispetto ad una carta per fotocopie standard<br />
• genera il 31% in meno di emissioni nell&#8217;atmosfera rispetto alla media<br />
• prodotta usando il 55% di combustibile di biomassa, fonte di energia rinnovabile<br />
• utilizza il 10% in meno di materiale per il confezionamento rispetto ad una scatola standard</p>
<p><span style="font-size: x-small;">*Questi valori si riferiscono al confronto tra SAVE! e una carta per fotocopie standard su 100.000 fogli. Entrambi i tipi di carta sono stati prodotti nella stessa cartiera e nelle medesime condizioni.</span></p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/SAVE_Leaflet.pdf"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/SAVE_box_risma.jpg" alt="SAVE_box_risma" title="" width="550" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-4094" /></a></p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/SAVE_Leaflet.pdf"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4121" title="" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/SAVE_logo-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a></p>
<h2><span style="color: #c1cf00;"><strong>Scegli SAVE! Puoi dire &#8220;No&#8221; ad un risparmio in denaro  su una carta che offre gli stessi risultati di una carta per fotocopie standard?</strong></span></h2>
<h3><strong><a href="mailto: customercare@felian.it">Richiedi ulteriori informazioni all&#8217;Agente Felian </a></strong></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>24° RAPPORTO ITALIA 2012 &#8211; EURISPES</title>
		<link>http://www.felian.it/24-rapporto-italia-2012-eurispes/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.felian.it/?p=4194</guid>
		<description><![CDATA[Il 26 gennaio 2012, in occasione del 30° anniversario dell’Istituto di Ricerca Eurispes, è stato presentato il 24° Rapporto Italia 2012 nella Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, alla presenza di un autorevole pubblico. Il nuovo volume dell’Eurispes (l’Istituto di Studi Politici Economici e Sociali) pubblicato dalla casa editrice Datanews, è un percorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eurispes.it"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/30-Eurispes.jpg" alt="30° Anniversario Istituto Eurispes" title="30° Anniversario Istituto Eurispes" width="179" height="300" class="alignleft size-full wp-image-4216" /></a>Il 26 gennaio 2012, in occasione del 30° anniversario dell’Istituto di Ricerca Eurispes, è stato presentato il <strong>24° Rapporto Italia 2012</strong> nella Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, alla presenza di un autorevole pubblico.<br />
Il nuovo volume dell’Eurispes (l’Istituto di Studi Politici Economici e Sociali) pubblicato dalla casa editrice Datanews, è un percorso di ricerca annuale sulla società italiana che analizza, con un alto senso critico, il momento socio-politico ed economico del Paese toccando in particolare i temi della crisi economica e della profonda disgregazione alle radici dei principi fondamentali della società civile italiana.</p>
<p>Il Rapporto, 1096 pagine raccolte in 6 dicotomie tematiche: “Vita-Morte” • “Essere-Avere” • Giustizia-Ingiustizia • Ragionevole-Irragionevole” • Genitori-Figli” • Sostenibilità-Insostenibilità”, a loro volta suddivise in 60 saggi ricchi di grafici e tabelle, è un disincantato specchio che riflette la nostra società civile incapace ad autoregolamentarsi e che sta sprofondando in un baratro che sta assumendo i caratteri di una vera e propria emergenza nazionale.</p>
<p>Quel che esce fuori è un Paese bloccato, rassegnato, piegato su se stesso, che non riesce a trovare la forza per reagire, che non possiede una classe dirigente e politica capace di invertire la rotta e di essere portavoce di un necessario cambiamento generale che tutti noi, per primi, dovremmo volere e pretendere, è un Paese al quale mancano le certezze sul futuro, sul quale pesa una crescita in negativo per gli anni 2012-2013 e la perdita di molti posti di lavoro, su cui gravano le difficoltà delle piccole e medie imprese e l’impoverimento delle classi medio-basse, sui quali più di tutte grava l’esistenza di un sommerso molto diverso da quello che raccontano le statiche ufficiali; in sostanza l’Italia ha tre PIL: uno ufficiale (1.540 Mld di euro), uno sommerso (equivalente al 35% del Pil ufficiale, pari al 540 Mld) e uno criminale che supera i 200 Mld.</p>
<p>Sopravvive solo chi è sano, chi reagisce alla malattia congenita, chi si ribella a medici incapaci o solo interessati a che la malattia permanga o diventi peggiore: la morte dello Stato civile. Conviene a tutti leggere questo Rapporto che, come un faro nella tempesta imminente, ci mette sotto gli occhi, con dati alla mano, senza mezzi termini e senza metafore (i medici siamo tutti noi, cittadini attivi di un Paese che deve opporsi alla malavita, al malaffare, al mal governo, alla malasanità, al malcostume, &#8230;) ciò che dobbiamo sapere per divenire non più sudditi (vittime e complici), ma i nuovi cittadini liberi di un Italia che merita un immediato “Progetto Paese” in cui occorre impegno, lungimiranza, capacità di decisione, assunzione di responsabilità, pulizia morale, scelte chiare e sicure e soprattutto il coraggio di dire no e rompere “il patto”, per costruire e restituire all’Italia un futuro migliore.</p>
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<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/XXIV-R.I.-2012-Eurispes-Il-coraggio-di-rompere-il-patto.pdf"><img class="wp-image-5336 alignleft" title="RI 2012 - 24° Rapporto Italia - Eurispes" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/RI-2012-Eurispes.jpg" alt="RI 2012 - 24° Rapporto Italia - Eurispes" width="294" height="472" /></a></p>
<p><a href="http://www.eurispes.it/"><img class="wp-image-5343 alignleft" title="Logo Eurispes" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Logo-Eurispes.jpg" alt="Logo Eurispes" width="166" height="117" /></a></p>
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<p><span style="color: #000080;"><strong>Una banca dati attraverso la quale leggere le trasformazioni nella società, nell’economia, nel costume e nella cultura.</strong></span></p>
<p><strong>30 anni di attività </strong>(1982-2012)</p>
<p><strong>Oltre 850 ricerche realizzate</strong></p>
<p><strong>24 edizioni del Rapporto Italia</strong></p>
<p><strong>Più di 850.000 pagine di studi, analisi, indagini, riflessioni</strong></p>
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<p>Cod. PL4558 &#8211; <strong>Euro 46,75 i.i.</strong> (anziché Euro 55)</p>
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</a></strong></p>
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<p>Di seguito riportiamo la relazione introduttiva del Presidente e fondatore dell’Istituto, Gian Maria Fara, e l’indice completo del volume. È possibile scaricare la relazione in formato PDF cliccando <a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/XXIV-R.I.-2012-Eurispes-Il-coraggio-di-rompere-il-patto.pdf" target="_blank">qui</a>:</p>
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<p style="text-align: center;"><strong>IL CORAGGIO DI ROMPERE IL “PATTO”</strong><br />
L’ITALIA VITTIMA E COMPLICE DI UNA DEMOCRAZIA BLOCCATA</p>
<p style="text-align: center;">Considerazioni generali<br />
di <em>Gian Maria Fara</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>Come prima, più di prima.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati trent’anni dalla nascita del nostro Istituto. Nel 1982 l’Eurispes iniziò il suo viaggio all’interno della società italiana indagando tra le pieghe nascoste, tra le antiche fragilità e quelle nuove che la crescita economica aveva cominciato a produrre. Erano quelli gli anni della “società affluente”, della convinzione che la crescita economica ci avrebbe fatto diventare tutti più ricchi e si sarebbero risolti i problemi e le contraddizioni che l’Italia aveva accumulato nel corso dei decenni precedenti.<br />
Le sfide aperte erano tante e, solo per citarne alcune: il ritardo del Mezzogiorno e il divario Nord-Sud; il problema energetico e la questione ambientale; l’ammodernamento delle infrastrutture e la cattiva organizzazione della Pubblica amministrazione; il funzionamento del sistema sanitario e della giustizia; il malessere nella scuola e nell’Università; la crescita incontrollata del debito pubblico e la necessità di riformare le Istituzioni; le vecchie e le nuove povertà e la razionalizzazione del welfare; la riforma del mercato del lavoro e la lotta all’evasione fiscale; la crescita del disagio giovanile e la diffusione della droga; l’espansione della criminalità mafiosa e la crescita della corruzione.<br />
L’elenco potrebbe essere ancora più lungo tanti erano i temi e le questioni che agitavano allora il dibattito pubblico. Sono gli stessi argomenti al centro dell’attenzione oggi, ma con una non lieve differenza: da allora la situazione non è migliorata, anzi, si è progressivamente aggravata nel corso degli anni sino ad assumere i caratteri di una vera e propria emergenza nazionale. La crisi che stiamo vivendo ha fatto il resto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Vassalli, valvassori e valvassini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo di fronte ad un generale senso di depressione che taglia trasversalmente tutte le classi sociali: i poveri perché vedono, giorno per giorno, allontanarsi la possibilità di poter migliorare la loro condizione economica e sociale; i ceti medi perché hanno sempre più timore di cadere nel baratro della povertà; i benestanti e i ricchi perché si sentono criminalizzati e hanno persino timore a mostrare i segni del proprio status e del proprio benessere, frutto, secondo la vulgata ormai corrente, di chissà quali nefandezze.<br />
La sensazione è quella di un Paese bloccato, immobile, rassegnato, ripiegato su se stesso che non riesce a trovare la forza per reagire alla malattia, assistito da un nugolo di medici scarsamente dotati, nella migliore delle ipotesi, o interessati a che la malattia si protragga per continuare ad esercitare il proprio controllo sul malato, in quella peggiore. I medici sono la metafora della nostra classe dirigente generale, di quella classe che, come dice il nome, dovrebbe avere il compito ed il dovere di dirigere il Paese e avere cura del benessere dei suoi cittadini. Di quella classe che dovrebbe affrontare e risolvere i problemi, indicare la mèta, mettere a punto il progetto ed impegnarsi a realizzarlo, coinvolgendo i cittadini di ogni ordine e grado. Una classe dirigente che dovrebbe produrre buoni esempi e buone idee e farsi carico delle esigenze e dei bisogni generali e soprattutto di rappresentare nel migliore dei modi il Paese nel proscenio internazionale.<br />
Utilizziamo la definizione di “classe dirigente generale” per ribadire, ancora una volta, che occorre uscire dall’equivoco, non del tutto innocente, che pretende di attribuire alla sola responsabilità della politica l’origine di tutti i mali che affliggono l’Italia. La politica ha grandi ed evidenti responsabilità, ma essa rappresenta solo una parte, e forse neppure quella decisiva, della “classe dirigente generale” alla quale sarebbe più corretto riferirsi. Sono classe dirigente i nostri “valorosi” imprenditori che talvolta trascurano gli aspetti sociali della loro vocazione e sono sempre pronti a delocalizzare, quando si presenta l’occasione di maggiori guadagni in paesi più o meno lontani dove la manodopera costa meno, le regole sono meno rigide e i diritti dei lavoratori sono spesso un optional. Sono classe dirigente tutti quegli illustri professori che pontificano con forti richiami all’etica e intanto pilotano concorsi e mandano in cattedra figli, nipoti, generi e nuore, e ci affliggono dalle pagine dei giornali parlando di cose che hanno solo letto sui libri scritti da chi ha letto solo libri, ma non hanno mai messo piede dentro una fabbrica o fatto qualche lunga fila allo sportello di un qualsiasi ufficio della nostra Pubblica amministrazione e non hanno mai avuto il problema della quarta settimana.<br />
Sono classe dirigente i nostri sindacalisti, proletari a parole e spesso radical-chic nei fatti, ancorati ad un mondo che non c’è più e che difendono con le unghie e con i denti. Più attenti a tutelare chi è già garantito che non a farsi carico delle attese di un popolo di precari senza alcuna prospettiva. Sono classe dirigente i manager delle banche, delle assicurazioni, delle grandi imprese pubbliche e private che, mentre si tartassano i cittadini con redditi da sopravvivenza, incassano compensi da milioni e milioni di euro l’anno e laute liquidazioni. Sono classe dirigente i grandi commis dello Stato che dopo aver goduto nel corso della carriera, di stipendi d’oro e di innumerevoli benefit, mantengono privilegi di stampo feudale, anche ad anni di distanza dal pensionamento. Sono classe dirigente i magistrati e i giudici che di sovente sbagliano, ma hanno il vantaggio di non dovere rendere conto a nessuno. E capita spesso che alcuni di loro pretendano di affermare uno Stato etico, invece di perseguire l’etica dello Stato e utilizzino la loro notorietà per fini politici personali.<br />
Sono classe dirigente, anzi lo sono ancora di più perché hanno il compito ed il dovere di raccontare la verità e di informare i cittadini, gli operatori dell’informazione talvolta troppo ligi e proni ai voleri della proprietà, pubblica o privata che sia, e che spesso deformano o ignorano la realtà quando questa non conviene. E, ma l’elenco potrebbe essere ancora lungo, sono classe dirigente anche coloro che fanno il nostro mestiere, i produttori di dati “primi”, quelli più delicati, che non disdegnano di piegare i numeri a seconda delle esigenze di chi comanda.<br />
Questa classe dirigente nel suo insieme è la vera responsabile dei ritardi, delle difficoltà, dei problemi dell’Italia. Insomma, della crisi che stiamo vivendo e della quale tutti siamo chiamati, sia pure con ruoli e responsabilità diverse, a rispondere e a dover pagare il conto. Questa classe dirigente costituisce ormai un blocco solidale e separato dal resto del Paese e non ha nessuna intenzione di rinunciare, neppure in piccola parte, ai vantaggi e ai privilegi conquistati.<br />
È una classe dirigente articolata sul modello feudale dei vassalli, dei valvassori e dei valvassini. Un sistema all’interno del quale tutto si tiene e tutto si conviene. Dove ogni corporazione sostiene l’altra, nella consapevolezza che la caduta dei privilegi dell’una produrrà inevitabilmente la sfortuna dell’altra.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Doppia articolazione della morale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se la classe dirigente generale ha le responsabilità che le attribuiamo, la società italiana da parte sua ha molto da farsi perdonare e la sua evidente arrendevolezza, anche di fronte ad una pressione che farebbe infuriare chiunque, è la dimostrazione di una tacita e antica complicità, che ormai mostra i segni dell’usura e sembra sul punto di interrompersi. Certo, occorrerebbe stabilire quanto la classe dirigente sia la rappresentazione fedele della società che la esprime e, viceversa, quanto la seconda sia lo specchio dei comportamenti della prima. Almeno in questo caso Tertium datur: sono vere tutte e due le ipotesi.<br />
Le èlites non sono peggiori della società civile e questa non è migliore delle sue èlites. Resta comunque il fatto che alla classe dirigente spetterebbe il compito di esercitare un ruolo pedagogico attraverso il quale indirizzare le pulsioni del corpo sociale, valorizzarne le potenzialità, governarne ed esaltarne le vocazioni. Per fare tutto ciò, la nostra classe dirigente dovrebbe ritrovare il senso etico perduto, riscoprire i valori da troppo tempo abbandonati, recuperare il senso del dovere e della responsabilità, superare l’interesse soggettivo e di gruppo, affermare la preminenza del ruolo rispetto alle ambizioni e agli interessi della persona ed infine produrre, attraverso i comportamenti, esempi che stimolino scelte virtuose indirizzate al perseguimento del bene comune. Invece, la nostra classe dirigente con il suo spirito di conservazione, con le sue resistenze ai cambiamenti, con la sua autoreferenzialità, con le sue paure, con la sua vocazione feudale tiene in ostaggio la società civile. E questa si è, nel tempo, acconciata ad un sistema che ne asseconda gli istinti egoistici e familisti, che deresponsabilizza, che assicura nicchie di impunità e di esercizio di piccolo potere, che ne sopporta le contraddizioni e le debolezze. Ma, soprattutto, incoraggia l’affermazione di una doppia articolazione della morale: gli italiani, da una parte, invocano la più dura delle repressioni nei confronti degli evasori fiscali e dall’altra condannano chi, per dovere d’ufficio è costretto ad applicare leggi, magari sbagliate e ingiuste, ed esige che le tasse vengano pagate. Il fatto è che ciascuno di noi è portato ad essere severo con gli altri e comprensivo e benevolo con se stesso: l’evasore da colpire è sempre il vicino della porta accanto. Da ciò derivano l’immobilità del nostro sistema e l’incapacità di trasformare, come dicemmo qualche anno fa, la potenza – della quale comunque il nostro Paese è ricco – in energia.<br />
Insomma, siamo di fronte ad una società che è, insieme, vittima e complice nello stesso tempo. Ad una società che nel complesso è molto diversa da come raccontano le statistiche ufficiali. Basti pensare al problema del sommerso che, secondo l’Eurispes, ha raggiunto ormai quota 540 miliardi di euro equivalente al 35% del Pil ufficiale che, come è noto, è di circa 1.540 miliardi di euro. Con una conseguente evasione fiscale pari ad almeno 230/250 miliardi di euro, imputabili certo ai grandi evasori dei quali, quando scoperti, raccontano con dovizia di particolari i nostri mezzi di comunicazione, ma anche, o forse soprattutto, a milioni di piccoli evasori quotidiani che aggirano il fisco con la loro compiacenza e la loro omertà, per piccole somme che, moltiplicate esponenzialmente, producono cifre enormi. Sono le somme, apparentemente insignificanti nel quadro complessivo, che non superano spesso le centinaia di euro, pagate dalle famiglie italiane nella gestione del loro vissuto quotidiano: la baby sitter, l’idraulico, l’imbianchino, l’elettricista, la badante, il medico, il ristoratore che non rilascia la ricevuta e tantissimi altri ancora.<br />
Siamo tolleranti nei confronti di questa evasione spicciola per almeno due motivi. Il primo è, che non essendo mai stato introdotto nel nostro sistema fiscale il metodo del contrasto di interessi – ovvero la possibilità di detrarre nella nostra dichiarazione dei redditi almeno una parte delle spese – non abbiamo neppure l’interesse a sollecitare la ricevuta o la fattura; il secondo è che spesso, a nostra volta, siamo produttori di sommerso quando, per cercare di far quadrare il bilancio familiare sempre più compresso da aumenti, bollette, rincari, tasse e balzelli di vario genere e origine, siamo costretti a cercare un doppio lavoro o ad accettarne uno in nero.<br />
Per questi motivi, la recente disposizione che impedisce i pagamenti in contanti per importi superiori ai mille euro si rivelerà del tutto inutile e dannosa, poiché contribuirà a rendere ancora più complicata la vita di milioni di cittadini scarsamente inclini alla gestione telematica dei loro conti. Basti pensare al fatto che il nostro Paese ha una tra le più alte percentuali di anziani e vecchi in Europa, mentre di sicuro incrementerà gli introiti delle banche e delle società che operano nel mercato delle carte di credito. Infine, per aggirare l’ostacolo, sarà sufficiente frazionare i pagamenti e ciò finirà per rafforzare ulteriormente la consueta connivenza.<br />
A tutto ciò va aggiunto il fatto, spesso trascurato, che in Italia circolano più ricchezza e più contante di quanto le statistiche ufficiali abbiano mai censito. Infatti, all’enorme quantità di sommerso che abbiamo in precedenza segnalato occorre aggiungere il cosiddetto “fatturato criminale”, frutto del traffico di stupefacenti, estorsioni, prostituzione, usura, caporalato, corruzione, traffico d’armi, falsificazione e altro ancora che frutta, secondo nostre stime – confortate dalle analisi degli inquirenti e degli investigatori – oltre duecento miliardi l’anno.<br />
In sostanza, l’Italia ha tre Pil: uno ufficiale, uno sommerso e uno criminale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Il capro espiatorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Allora, se tutto ciò corrisponde alla realtà, la politica, pur con i suoi innumerevoli torti, le sue inadempienze, la sua inadeguatezza, rischia di essere il Mamurio Veturio, il capro espiatorio del sistema sul quale scaricare tutte le colpe per distrarre l’attenzione dalle responsabilità che appartengono anche ad altri e sono equamente diffuse. Il problema vero è che la critica alla politica, nei modi e nei termini con i quali viene oggi esercitata, rischia di mettere in discussione le fondamenta stesse delle Istituzioni e, di conseguenza, del nostro ordinamento democratico fondato sulla sovranità popolare.<br />
La sgradevole ondata di populismo, spesso strumentalmente alimentata, trae dall’antipolitica la sua linfa vitale che, come l’esperienza insegna, da Pericle a Otto von Bismark, passando per Hobbes, oltre al contrapporsi alla politica ufficiale non è mai riuscita a produrre alcunché di positivo. L’attacco alla classe politica diventa così un attacco indistinto al sistema istituzionale. Il populismo non avanza serie proposte di riforma, ma punta soltanto alla delegittimazione della politica ed infine del sistema democratico. L’antipolitica populista quasi mai riesce a trasformarsi in politica attiva, ma resta in una fase pre-politica di eterna contestazione. La rappresentanza politica, il voto, rappresentano pur sempre l’unico modello per affermare una democrazia compiuta. Si possono studiare forme più dirette, formulare leggi elettorali più attente alle esigenze e alle istanze degli elettori, ma l’architrave di ogni democrazia resta il Parlamento come diretta conseguenza del principio di sovranità popolare. Il suo ruolo è stato efficacemente sintetizzato da Hegel con l’espressione di «porticato tra lo Stato e la società civile»; di conseguenza, indebolendo l’istituto rappresentativo per eccellenza, si indebolisce l’intero sistema democratico.<br />
Forse, si affrontano temi di grande rilevanza e spessore con troppa leggerezza e spesso si dimentica di quali e quanti sacrifici siano costate, alle generazioni che ci hanno preceduto, quelle conquiste di libertà che oggi noi consideriamo come fatti acquisiti, consolidati e immodificabili. Invece, la democrazia vive in uno stato di perenne fragilità e precarietà e, purtroppo, se ne sente la mancanza solo quando la si perde.<br />
La difesa dell’istituto parlamentare come architrave del nostro sistema istituzionale dovrebbe stare a cuore a ogni cittadino e dovrebbe rappresentare il compito primario di ogni rappresentante politico.<br />
Un istituto democratico viene innanzi tutto giudicato dai cittadini per i comportamenti dei propri rappresentanti, per la dignità con la quale essi esercitano la loro funzione, per la capacità di interpretare i bisogni e le attese che la società, nelle sue diverse articolazioni, esprime. Ma ai cittadini sono stati sottratti persino il diritto e la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso il sistema della preferenza; e si è imposto loro quello della selezione e della nomina dall’alto per cooptazione, che consente ad un numero ristrettissimo di capi partito di nominare, di fatto, il Parlamento, con tutte le conseguenze che ne derivano sia sul piano della qualità della rappresentanza, sia su quello della effettiva democraticità del metodo. E, come ci ricorda E. Gibbson, i princìpi di una libera Costituzione sono irrevocabilmente perduti quando il potere legislativo è nominato da quello esecutivo. Quando la classe politica si allontana dal Paese reale, quando essa dimostra di avere in massima cura solo i propri privilegi ed interessi, quando occupa le Istituzioni, a tutti i livelli, con personaggi di infimo livello culturale e morale, quando sostituisce al necessario spirito di servizio l’esercizio, spesso in forme bieche, del potere, il patto tra governanti e governati si rompe, il sistema entra in crisi e si creano le condizioni per un rifiuto della democrazia stessa. I cittadini partecipano al processo politico affidando la loro sovranità ad Istituzioni che hanno una legittima autorità sulla base della volontà effettiva dei cittadini che rappresentano. Questo delicato rapporto è il vero fondamento della democrazia. E quando questo rapporto viene meno, allora cominciano a farsi strada crisi profonde. Gli atteggiamenti antipolitici non sono, infatti, soltanto l’espressione politica più forte della mancanza di ottimismo della gente, ma anche un segnale evidente della mancanza di idee e di progetti convincenti da parte della stessa politica [Navarro Valls J. 2007].<br />
Tuttavia, la politica non nasce dal nulla. Chi la interpreta e chi la rappresenta ai diversi livelli istituzionali proviene dalla società civile, dal mondo della cultura e delle professioni. Di conseguenza, la “classe dirigente generale” alla quale ci riferiamo ha una doppia responsabilità: quella di non voler compiere sino in fondo il proprio dovere e di pensare principalmente a difendere i propri interessi; e quella di infeudare con i suoi rappresentanti la politica e le Istituzioni.<br />
Troppo spesso si identifica la politica con il solo Parlamento, trascurando il fatto che ormai gran parte del potere e delle risorse e quindi dei “costi della democrazia” appartiene al sistema territoriale, Regioni, Province, Comuni con le loro proiezioni operative ed economiche. Si crea lo scandalo attorno ai privilegi della cosiddetta “casta” – anche se sarebbe più corretto parlare di “caste” – e questa viene identificata soprattutto con il Parlamento e si dimentica che il vero scandalo è costituito dalle migliaia di assessori, consiglieri comunali, amministratori di aziende pubbliche locali che si moltiplicano quasi miracolosamente come nella parabola dei pani e dei pesci.<br />
Il Consiglio regionale del Lazio, proprio nel bel mezzo delle polemiche sui privilegi della politica e mentre il Sistema Sanitario Regionale sprofonda in un baratro di sprechi, ha pensato bene di procedere a sostanziosi aumenti delle indennità dei consiglieri e degli assessori. Si denunciano i privilegi e le retribuzioni mensili dei parlamentari, ma poi, ad una attenta e non strumentale osservazione, si scopre che i loro compensi sono spesso inferiori a quelli di dirigenti pubblici e privati di medio livello e che il costo finale per lo Stato non supera quello dei parlamentari di Francia, Germania e Regno Unito ed è nettamente al di sotto di quello sostenuto dal Parlamento Europeo. Così come si trascura di osservare e di indignarsi per le retribuzioni milionarie degli amministratori delle società a partecipazione pubblica. Alcuni, malignamente, pensano che forse la disattenzione degli uomini dell’informazione possa essere dovuta al fatto che queste grandi società sono anche dei formidabili inserzionisti pubblicitari.<br />
Nello stesso tempo, il sistema mostra tutta la sua schizofrenia retribuendo i suoi amministratori in termini qualitativamente e quantitativamente del tutto irragionevoli.<br />
Ci si chiede infatti perché il Presidente di una sia pur importante azienda pubblica debba percepire un compenso di quindici volte superiore all’appannaggio assegnato al Capo dello Stato, o perché il direttore generale di una sperduta Asl debba vedersi riconosciuta una retribuzione tre volte superiore a quella del presidente dell’Inps, che amministra il secondo bilancio dopo quello dello Stato. O, ancora, perché un magistrato della Corte dei Conti o del Tar debba ricevere uno stipendio di molto superiore a quello di un giudice o di un pubblico ministero costretti a vivere da reclusi in terra di mafia. Senza considerare il fatto che, alle cosiddette magistrature superiori, è concessa la possibilità di svolgere altre attività esterne come, ad esempio, arbitrati e consulenze che, quasi sempre, superano ampiamente per valore la retribuzione ordinaria. Forse è arrivato il momento di procedere ad una rapida ed incisiva razionalizzazione, determinando nuovi parametri e nuovi tetti che eliminino le contraddizioni più vistose e siano meglio rappresentativi dei ruoli ricoperti e della loro importanza.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I ricchi sono migliori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che la politica debba impegnarsi per ridurre i suoi costi appare fuori di ogni discussione, ma è altrettanto fuori discussione il fatto che il Parlamento debba conservare la propria dignità e il proprio ruolo che sono, come in ogni democrazia che si rispetti, assolutamente centrali. È vero che alcuni privilegi andrebbero aboliti, così come dovrebbe essere ridotto il numero ridondante degli stessi parlamentari. Tuttavia, occorre evitare di passare dalla moralizzazione e dalla razionalizzazione alla delegittimazione e alla criminalizzazione, con il rischio di gettare – come in passato è avvenuto – il bambino con l’acqua sporca. Istigare, come alcuni fanno pur godendo degli stessi privilegi che mettono sotto accusa, l’opinione pubblica verso il rifiuto rancoroso della politica e della sua istituzione cardine, il Parlamento, è non solo facile ed ingiusto, ma, soprattutto, pericoloso. A meno che l’obiettivo non sia proprio quello di affermare l’idea che del Parlamento si può fare tranquillamente a meno e che la democrazia con tutti i suoi riti, i suoi passaggi e le sue regole possa essere considerata superata in un mondo sempre più caratterizzato dalla necessità di decisioni rapide, assunte da gruppi ristretti di comando.<br />
Quegli stessi critici che accusavano chi pensava di poter gestire il Paese come se si trattasse di una azienda privata, oggi, nel mettere in discussione il ruolo del Parlamento, di fatto, aprono la strada all’amministratore unico.<br />
E neppure può essere preso in seria considerazione chi, sia pure in forma ipotetica, perora la causa del “governo dei migliori”, anzi dei ricchi, visto che questi sarebbero, essendo appunto ricchi, meno inclini alla corruzione di quanto non lo siano i poveri che, come è noto, sarebbero più permeabili alla tentazione. Che ad esporre simili tesi sia un illustre politologo è davvero preoccupante e mortifica chi è già penalizzato dalla vita, cioè i poveri, tendenzialmente disonesti. Ma forse si dimentica che – come ci è stato insegnato – è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco entri in Paradiso. Comunque sia, l’opera di delegittimazione del Parlamento, attuata con la fattiva partecipazione di alcuni suoi impresentabili esponenti, ha prodotto i primi risultati. Abbiamo un “Governo dei Migliori” sostenuto dalla politica in cambio della tutela di alcuni forti e ben noti interessi: basti pensare alla questione della attribuzione delle frequenze televisive; o alla riluttanza nell’imporre una patrimoniale, che gran parte dei cittadini sarebbero stati disposti a pagare, per l’opposizione di chi intende tutelare i propri grandi patrimoni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Chi paga il conto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con qualche forzatura delle procedure e della prassi istituzionale sono stati nominati dei nuovi amministratori dai quali, tutti, ci aspettiamo maggiore razionalità e oculatezza, nella gestione della cosa pubblica, di quante non ne siano state espresse in precedenza. Scrivemmo lo scorso anno, nel presentare il 23° Rapporto che – così come ammoniva allora la signora Merkel – non esistono debiti pubblici ma esistono solo debiti privati e che tutti saremmo stati chiamati, prima o poi, a risponderne. Quel momento è arrivato e dovremo fare di necessità virtù.<br />
Si ha, però, la sensazione che la distribuzione dei sacrifici non corrisponda ai necessari criteri di equità e che a pagare il conto siano chiamati i soliti noti mentre rimangano intonsi i privilegi, gli interessi corporativi, le posizioni di rendita spesso parassitarie. Così come i tagli e la pressione fiscale siano concentrati sui ceti più fragili, sul welfare e sulla qualità della vita, confermando la teoria che è più facile far pagare i molti, spesso deboli e indifesi, che non i ricchi, pochi, ma potenti. E destano perplessità alcune scelte come quella di procedere, nonostante la crisi e il salasso al quale i cittadini sono sottoposti, all’acquisto di 131 caccia bombardieri di ultima e controversa, in termini qualitativi, generazione, per la modica cifra di 15 miliardi di euro, equivalenti ad una manovra finanziaria. Stanziamenti dei quali i disoccupati, i cassintegrati, i giovani precari, i pensionati al minimo, gli imprenditori pignorati da Equitalia, le famiglie con il problema della quarta settimana, immaginiamo, non sentissero il bisogno. Certo, alcune di queste misure erano quelle concordate con l’Unione europea, altre riguardavano contratti e impegni sottoscritti dal precedente Governo e sarà faticoso riuscire a rimetterli in discussione. Ma quali che siano le responsabilità, resta il fatto che a questa “volontà di potenza”, fa da contraltare la impossibilità di pagare gli straordinari agli appartenenti alle Forze dell’ordine o di acquistare i carburanti per le volanti della Polizia o di liquidare i crediti delle imprese portate sull’orlo del fallimento dai ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Ma sono stati valutati tutti i rischi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Varrà la pena di sottolineare alcuni passaggi di una situazione che ha introdotto nel quadro politico italiano elementi completamente nuovi, fissando alcuni punti fermi su quei dieci giorni che hanno “alterato” la Seconda Repubblica e portato diritto a quello che è stato definito da tutti gli osservatori politici “il governo del Presidente”. L’8 novembre la Camera certifica che la maggioranza non ha più i numeri (308 rispetto ai 316 necessari) sul voto di assestamento del bilancio dello Stato. Dopo averne preso atto, il Presidente del Consiglio si reca al Quirinale per annunciare che si dimetterà dopo l’approvazione della legge anticrisi. Il 9 novembre il Presidente Napolitano nomina Mario Monti senatore a vita e contemporaneamente rilascia una serie di dichiarazioni che spingono alla approvazione rapida della legge. Il 12 novembre la Camera approva il provvedimento. Tre ore dopo, il Cavaliere si reca al Quirinale e si dimette. La stampa sottolinea che pare esserci una perfetta linea di intesa fra Napolitano e Berlusconi anche perché stavolta il Presidente della Repubblica si muove con un decisionismo che sorprende innanzi tutto i suoi vecchi compagni di partito. Dopo aver fatto quella che era stata definita in termini scacchistici “la mossa del cavallo”, questa volta, passando dalla sua proverbiale prudenza al “colpo di teatro” della crisi, spiazza tutti dando al nuovo senatore a vita l’incarico di formare il nuovo Governo. In contemporanea, l’ex premier manda al Paese – stordito dagli avvenimenti succedutisi così rapidamente – un videomessaggio per spiegare il suo “atto di generosità” e chiarire ai suoi sostenitori che “non lascerà la vita politica”. Durante quei dieci giorni, il Quirinale diventa così il centro della crisi.<br />
Tra consultazioni e trattative private si innesta il pressing di Napolitano sui maggiori partiti politici e anche sulle forze minori delle due ali del Parlamento. La pressione, in un gioco fin troppo scoperto, è diretta soprattutto su Bersani per il Partito Democratico e su Berlusconi per il Popolo delle Libertà che appare il più riluttante e diviso.<br />
La formazione del “governo tecnico” fa discutere e i giornali della destra parlano apertamente di “trappola” dei banchieri e dei nuovi padroni. I tradizionali ruoli tra destra e sinistra sembrano scambiarsi. L’opinione pubblica è vieppiù frastornata. Giovedì 17 e venerdì 18 novembre il Governo Monti incassa la larghissima fiducia del Parlamento.<br />
Questi sono i fatti, nudi e crudi, che raccontano una cronaca dalla quale emerge lo straordinario “interventismo” del Quirinale che non ha certamente precedenti nella storia repubblicana, per la forma e la sostanza che lo hanno contraddistinto. Fra gli innumerevoli commenti di stampa abbiamo colto una annotazione dello storico Giovanni Sabbatucci che, per quanto positiva, coglie in pieno le grandi contraddizioni che l’epilogo della vicenda segnala.<br />
Scrive Sabbatucci su Il Messaggero: «Mai, nemmeno nella fase tumultuosa del passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, il Capo dello Stato aveva dovuto assumersi prerogative così ampie e responsabilità così pesanti come quelle che sono toccate in queste ultime settimane a Giorgio Napolitano. E possiamo considerare una fortuna nella sfortuna il fatto che la gestione di una crisi per molti aspetti senza precedenti sia stata presa in mano da una personalità che non solo possiede le doti di equilibrio, moderazione, autorevolezza indiscusse, abilità politica, spirito di iniziativa, capacità, all’occorrenza, di surrogare vuoti e carenze dei poteri ordinari, ma se li è visti attribuire, per quasi unanime riconoscimento, da un amplissimo arco di forze». Un caso, quello del “Governo Monti-Napolitano” che il Corriere della Sera definisce da «manuale di diritto costituzionale» quando scrive per la penna di uno dei suoi più autorevoli commentatori, il costituzionalista Michele Ainis: «Perché circola la percezione di un governo Monti-Napolitano? Perché la prima nomina ha condizionato la seconda, ne ha offerto, per così dire, l’antipasto. Un gesto di fantasia costituzionale mentre i mercati reclamavano una soluzione di ricambio. Così Napolitano, usando una sua prerogativa (la nomina dei senatori a vita), ha indicato subito la via e i partiti vi si sono subito incamminati».<br />
Ora, senza nulla togliere al misurato ottimismo di gran parte dei mass media e degli osservatori politici, l’Eurispes ritiene di poter individuare, nel modo in cui i fatti e l’intera vicenda si sono dipanati, un rischio di fondo che è pari se non superiore a tutti i vantaggi che ne sono stati finora ricavati. Parliamo naturalmente del “Governo del Presidente” che ha ridisegnato il rapporto tradizionale tra Napolitano e la sinistra, la sua area di provenienza e di elezione alla suprema carica. La presa di posizione dei sindacati, in particolare della Cgil, ha indebolito fortemente il Partito Democratico che già di suo mostra incrinature profonde. Per non parlare poi delle formazioni collocate alla sinistra del PD che hanno preso nettamente le distanze dal Governo e intendono chiaramente lucrare sulle difficoltà del loro maggiore alleato. Ma c’è di più. Il termometro politico segna una presa di distanza crescente dal Governo Monti appena insediato, di settori importanti dell’opinione pubblica, classe operaria e ceti medi che sono da sempre legati alla sinistra storica moderata.<br />
Insomma, come ha scritto il dalemiano Fabrizio Rondolino: «Il problema principale del Partito Democratico è diventato il Quirinale. Perché il Quirinale è il più robusto e intransigente sostenitore del Governo Monti».<br />
Quello che abbiamo chiamato il rischio di fondo dell’attuale nuova situazione, potrebbe sconvolgere l’intero quadro politico, spostando ingenti quantità di elettori che rifiutano l’idea che il “loro Presidente” abbia cavalcato la linea di austerità e di taglio del tenore di vita di milioni di famiglie italiane, identificandosi con “il governo dei banchieri”.<br />
Ad esso si accompagna l’ipotesi, sempre viva e presente, che potrebbe vedere l’ex premier uscire dal bunker nel quale si è rinchiuso, prendere, come si dice, “il toro per le corna”, togliere la fiducia al Governo e provocare la caduta di Monti nel momento che riterrà più conveniente. Con il risultato che tutti possiamo immaginare di caduta simultanea dell’immagine del Quirinale, tale da far apparire l’uscita dal berlusconismo l’ultima grande illusione nella quale si è perso il Paese.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> L’ultima spiaggia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">O il Governo Monti sarà messo nelle condizioni di operare e di poter finalmente rompere gli schemi che tengono imprigionato il Paese e che ne impediscono la modernizzazione e la ripresa oppure sarebbe stato preferibile indire rapide elezioni e dare all’elettorato la facoltà di decidere del proprio futuro.<br />
Si è detto che, stante la difficile congiuntura, le elezioni e la relativa campagna elettorale avrebbero aggravato la situazione. Sono stati utilizzati toni da “ultima spiaggia” e nessuno dubita che la situazione fosse estremamente critica, ma mettere sotto tutela gli elettori è stato forse una medicina più dolorosa della stessa malattia, almeno dal punto di vista della prassi democratica. Si ritorna così all’idea che gli elettori non siano sufficientemente maturi ed è bene che qualcuno decida per loro, dimenticando che non esistono elettori stupidi e che comunque in democrazia è a loro che spetta l’ultima parola. Un grande paese come l’Italia non potrà sopportare ancora a lungo questa fase di autosospensione della politica, questa abdicazione dalle proprie responsabilità, in attesa che il Governo dei tecnici tolga le castagne dal fuoco assumendosi il peso e l’onere del “lavoro sporco” che la politica non si sente in grado di fare per timore di dover pagare pegno in termini di consenso. Chi sostiene il Governo in Parlamento ritiene, forse a torto, di potersi ripresentare, quando sarà il momento, di fronte agli elettori come se nulla fosse accaduto. Ma non sarà così.<br />
Intanto, non sarà facile dare il benservito ad un Governo che dopo aver imposto duri sacrifici riesca, magari con un pizzico di fortuna, ad intercettare un trend positivo e mettere in moto quel meccanismo di ripresa che l’Italia si aspetta. In secondo luogo, quando si andrà alle urne niente sarà più come prima e le forze politiche saranno costrette a prenderne atto e ad adeguarsi pena la loro stessa sopravvivenza. Per quanto criticato e criticabile per le misure adottate in questa prima fase, il Governo Monti ha introdotto uno stile ed una nuova sobrietà che non ammettono ripensamenti e sta restituendo alle Istituzioni l’immagine di autorevolezza e credibilità che si era persa nelle mille dichiarazioni e nelle mille smentite, nelle chiacchiere inutili e nei “corpo a corpo” dei talk show televisivi, veri strumenti di distruzione della dignità della politica. Anche a livello internazionale l’atteggiamento dei governi e dei media è radicalmente mutato nell’arco di poche settimane. E ciò non può che far bene ad un Paese che per troppo tempo ha dovuto subire il sarcasmo e l’ironia degli osservatori politici stranieri.<br />
Proprio per questi motivi non è da escludere che le forze politiche che oggi sostengono il Governo possano trovarsi nella situazione descritta da Luigi Pirandello ne La giara, o meglio, nei panni di quel Don Lolò Zirafa che affidò a Zì Dima, valente artigiano che aveva inventato un mastice resistentissimo, l’incarico di riparare una giara che si era spaccata in due. Come andò a finire la storia è a tutti noto, e quanto questa possa costituirsi in metafora dell’attualità politica italiana è del tutto evidente. Resta da vedere quale e quanto coraggio saprà dimostrare il premier Mario Monti e quanto riuscirà ad essere autonomo dalle forze politiche che sono, almeno per il momento, obbligate a sostenerlo.<br />
Di certo ha di fronte a sé un’occasione storica: quella di infrangere quel sistema di complicità accettato e subìto nello stesso tempo tra la società e la sua classe dirigente e di riportare, anche con una forte e per quanto dolorosa accelerazione, il nostro Paese verso la normalità, sospesa da quindici anni di contrapposizioni e dal bipolarismo forzato al quale ha dovuto sottostare per un troppo lungo periodo di tempo.<br />
Avrebbe certamente dalla sua parte una larga fetta dell’opinione pubblica. Quella parte che vuole sottrarsi all’idea del declino ed è stanca di una politica inconcludente, rissosa e del sistema dei veti incrociati che ha immobilizzato l’Italia sino a renderla irriconoscibile.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Cittadini o sudditi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la credibilità di un Governo non si gioca solo sul piano internazionale o su quello della competenza tecnica e neppure solo su quello della sobrietà nei comportamenti, tutte questioni delle quali si sentiva comunque fortemente bisogno. I governi traggono la loro credibilità, autorevolezza e legittimazione presso l’opinione pubblica soprattutto dalla capacità che dimostrano nel saper cogliere ed interpretare la vera natura dei problemi e delle difficoltà che i cittadini e le imprese affrontano nella loro vita quotidiana. E tra questi vi è il peso insopportabile del sistema asfissiante di regole e del conseguente cattivo funzionamento della Pubblica amministrazione. Si segnalano da anni l’urgenza e la necessità della semplificazione delle procedure e del complessivo ammodernamento della macchina amministrativa, ma tutto ciò sembra appartenere ad una dimensione quantomeno nebulosa, mentre certi restano i danni economici ed il disagio complessivo che i privati cittadini ed il sistema economico nel suo insieme subiscono.<br />
Nel corso degli anni, attraverso numerose e approfondite ricerche, sono stati valutati anche i costi diretti e indiretti della macchinosità e lentezza delle procedure e si è accertato che queste corrispondono ad almeno due punti percentuale del Pil nazionale. Ma ciò che desta maggiore preoccupazione e provoca certamente maggiori danni e che il Governo dovrà affrontare con la massima sollecitudine possibile, è il problema dei tempi di pagamento della Pubblica amministrazione. Problema che, se fosse stato preso immediatamente di petto, avrebbe potuto dare un immediato e decisivo contributo alla ripresa economica. Da sola, questa misura sarebbe in grado di portare sollievo a centinaia di migliaia di imprese e di fornitori e di salvaguardare un numero consistente di posti di lavoro.<br />
Ci richiamiamo spesso all’Europa e alla necessità di osservarne le regole. Anche i sacrifici sono sollecitati ai cittadini e alle imprese in nome dell’Europa, ma il comportamento dello Stato è incoerente e contraddittorio: in Germania la Pubblica amministrazione liquida i propri debiti in trenta giorni; in Francia è attiva una disposizione che impegna l’Amministrazione a pagare entro sessanta giorni. In Italia i tempi sono praticamente indefiniti e comunque legati, più che al diritto e alle buone prassi, alla fortuna, alla benevolenza e al sistema delle conoscenze o, peggio ancora, alla corruzione che, come tutte le inchieste sociologiche e le tante indagini della magistratura confermano, ha raggiunto livelli non più sopportabili. Si susseguono ormai con una impressionante cadenza i casi di suicidio di piccoli imprenditori, che proprio a causa di questi ritardi precipitano in una spirale perversa e vedono messa in discussione una intera vita di lavoro e di sacrifici.<br />
E andrebbero affrontati e risolti i drammi provocati in Sardegna dalla legge regionale 44, varata, a suo tempo, a sostegno delle attività agricole e di allevamento e successivamente cassata dall’Unione europea costringendo centinaia di aziende – che avevano contratto finanziamenti dal sistema bancario al tasso agevolato previsto dalla legge e si sono incolpevolmente ritrovate, a distanza di anni – a dover rifondere i finanziamenti ricalcolati a tasso corrente e quindi a rimborsare anche le differenze maturate.<br />
Decine e decine di aziende sono state costrette a chiudere, altre sono state pignorate o poste sotto sequestro, altre ancora sono già andate all’asta e vendute per un’infima quota del loro valore reale. Tutto ciò sta creando, in una regione già afflitta da tanti malanni, un profondo disagio economico e sociale e una marcata frattura tra operatori economici e Stato, soprattutto per il fatto che quest’ultimo assume le sembianze del persecutore, essendo la riscossione affidata a Equitalia, braccio operativo della Agenzia delle Entrate.<br />
Non si può correre il rischio di sottovalutare le possibili ricadute che le procedure di riscossione mettono in moto, anche perché lo stesso Stato, che da una parte promulga leggi contro la pratica criminale dell’usura, dall’altra fa di questa pratica un largo uso a danno di quei cittadini che dovrebbe invece tutelare.<br />
Per rendersi conto di quanto ciò sia vero, basterebbe osservare come tra interessi e sanzioni un modestissimo debito possa crescere esponenzialmente. Nello stesso tempo, appare non più sostenibile l’impostazione feudale del rapporto Stato-cittadino nel quale il primo considera e tratta il secondo come un suddito che, anche quando ha ragione, si troverà di fronte a mille ostacoli e alla impossibilità di vedersela riconosciuta in tempi decenti.<br />
A confortare l’idea che su questo tema occorre impegnarsi con la massima urgenza vi sono le minacce e gli attentati sempre più numerosi che hanno come obiettivo proprio la Agenzia di riscossione.<br />
La questione ha assunto ormai connotazioni politiche da vera e propria emergenza di ordine pubblico. Le stesse autorità preposte alla sicurezza hanno segnalato la pericolosità della situazione e paventato la reale possibilità di una escalation del fenomeno, che si innesta all’interno di un generale clima sociale fortemente teso.<br />
Occorre, a nostro modesto avviso, riformare il sistema e le procedure di riscossione nel tempo più breve possibile, se veramente si vuole evitare che questa vicenda assuma toni ancora più aspri e pericolosi con il rischio che questo malessere, sempre più esteso, possa essere strumentalmente cavalcato.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Crescere, ma come?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra fonte di malessere diffuso è costituita dal problema della disoccupazione, sopratutto quella giovanile, che ha raggiunto, specialmente nel Meridione, picchi mai toccati in passato.<br />
Sui temi del lavoro è aperta, non da oggi, una vivace discussione sia tra gli studiosi e gli esperti, sia all’interno delle forze politiche, sia tra le centrali sindacali divise al loro stesso interno sugli obiettivi e le strategie da seguire.<br />
Le proposte in campo sono numerose e sarebbe forse impossibile sintetizzarle tutte e valutarne la bontà e la praticabilità e, comunque, non è questa la sede adatta a trattare con l’attenzione e la competenza che l’argomento meriterebbe una materia di così grande complessità. Ci limiteremo quindi ad alcune riflessioni su taluni degli aspetti, a nostro parere, centrali: quelli legati alla ripresa e alla crescita da tutti invocate come condizione indispensabile per rimettere in moto il Paese. Il premier Monti ha segnalato la necessità di far leva su visioni di medio-lungo periodo. Occorrono linee strategiche e metodi di pianificazione e controllo, fase per fase, dei risultati.<br />
In definitiva, la crescita dipende dalla ripresa degli investimenti, e in questo caso una buona notizia sarebbe quella della riapertura del credito, sempre che le banche non preferiscano continuare a comprare titoli di Stato invece che finanziare i propri clienti; dalla crescita costante ed elevata della produttività in tutti i settori ed in particolare in quello dei servizi ove essa non cresce abbassando la media generale; da un clima di fiducia in se stessi e dall’abbandono del timore delle ristrutturazioni, considerando che abbiamo sufficienti risorse per sopravvivere fino al momento della ripresa.<br />
In questo quadro occorre riflettere su alcune considerazioni di carattere elementare: la produttività è necessaria per la crescita. È la crescita competitiva di cui già parlava Delors trent’anni fa. Se la produttività cresce del 10% i costi dei fattori consumati diminuiscono del 10% ed è per questo che la crescita diventa competitiva. La produttività crescente genera anche riduzione dei consumi dei fattori, sia lavoro sia capitale, e ciò rappresenta l’effetto desiderato della contrazione dei costi per unità di prodotto. Ne consegue che un’alta produttività è legata, in molte imprese e in molti settori, alla riduzione del livello di occupazione e del monte di ore impiegate. Tuttavia, se il tasso di crescita del Pil è superiore al tasso di crescita della produttività si aprono nuovi spazi per un incremento dell’occupazione ed una maggiore dotazione di capitali. Questo è ciò che, anche in assenza di notizie ufficiali, sta accadendo nell’industria agroalimentare, ma non nei servizi a partire soprattutto dalla Pubblica amministrazione. Sul fronte del mercato del lavoro occorre prendere atto che dal 1970 ad oggi il sistema di regolazione è costantemente peggiorato. Fino al 1970, era nella riconosciuta responsabilità delle parti sociali attraverso due accordi pilastro: quello sui licenziamenti collettivi e quello sulla giusta causa riguardante la tutela dei rappresentanti sindacali e degli attivisti (non più di 70/100 l’anno). Nel 1970, con lo Statuto, il contratto interconfederale sulla giusta causa è diventato legge e le parti hanno perso il controllo sulla materia, passata nelle mani di avvocati e giudici. Poi si è barato, facendo credere che la difesa dell’articolo 18 fosse un deterrente contro ogni licenziamento. I disoccupati sono aumentati di qualche milione, ma è rimasta la percezione che in Italia, grazie all’articolo18, esista ancora il diritto all’occupazione a vita. Così, all’interno risultano beffati lavoratori e imprese, mentre all’estero resta la convinzione che, stante questa regola, sia meglio non investire in nuove attività nel nostro Paese. In buona sostanza, tutta la discussione intorno all’articolo18 è strumentale e comunque non decisiva né per le prospettive della crescita né per le sorti dell’economia, soprattutto se si riflette sul fatto che questo articolo si applica solo alle imprese con più di 15 dipendenti, in un sistema come il nostro dove la stragrande maggioranza delle imprese è di piccole dimensioni. La stessa Ocse giudica l’Italia tra i paesi più flessibili e quello in cui è più semplice che non in altri licenziare, quindi non vi sarebbero ragioni serie per modificare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il vero problema è sempre stato quello del reintegro, nell’ipotesi in cui il Tribunale riconosca la mancanza di una giusta causa, anche se questo obbligo è presente in gran parte dei paesi europei: allora quella sull’articolo 18 sembra essere più una battaglia di principio che non di sostanza. Sbaglia chi ne chiede l’abolizione, attribuendo a questa norma la responsabilità e la colpa delle difficoltà aziendali e della limitazione della libertà di organizzazione dell’impresa. E sbaglia anche chi ritiene che certi temi non debbano neppure essere messi in discussione, esercitando un vero e proprio diritto di veto rivolto non solo al Governo ma anche al Parlamento e ai cittadini italiani: in democrazia, piaccia o non piaccia, si può e si deve discutere di tutto.<br />
Insomma, l’articolo 18 è diventato un vero e proprio totem da difendere o da abbattere a seconda degli interessi che si intendono tutelare. Per ciò che ci riguarda – anche se il nostro parere conta ben poco – riteniamo quell’articolo un simbolo, anche se ormai di scarsa efficacia, delle conquiste dei lavoratori. Ma forse è proprio per l’essere “simbolo” che si è conquistato tanti nemici. Il vero problema da affrontare, l’atto di intelligenza e coraggio richiesto a Governo e parti sociali, è quello di rimodulare tutto il sistema delle relazioni industriali alla luce delle sfide poste dalla competizione globale. Occorre, in particolare, da un lato, ridisegnare ruolo, compiti, funzioni della concertazione e dall’altro, della contrattazione: collettiva e individuale, nazionale e locale. A questo riguardo le questioni poste da Marchionne e dalla Fiat, la cui uscita da Confindustria ha segnato nel 2011 uno dei momenti storicamente più negativi della vita della Confederazione, non possono essere superficialmente eluse; rappresentano infatti uno dei nodi da sciogliere sul ruolo effettivo che le parti sociali intendono svolgere ai fini della crescita.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Il capitale è mobile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non vi è dubbio che i rischi recessivi, se non dominati e messi subito sotto controllo, insieme alle ristrutturazioni necessarie, genereranno una crescita della disoccupazione. Una disoccupazione però che non dovrà essere curata con la cassa integrazione – pur di affermare che comunque resta in essere un rapporto di lavoro – ma con una generosa indennità di disoccupazione che coinvolga in modo attivo i lavoratori nella ricerca di una nuova occupazione.<br />
In positivo, è necessario promuovere la crescita della produttività e le ristrutturazioni e favorire le innovazioni di processo e di prodotto e di nuovi e più efficienti servizi. Così come avvenne tra il 1947 e il 1970, quando si svilupparono i servizi dell’auto, dei motocicli, degli elettrodomestici, delle autostrade, dell’acqua e dell’energia.<br />
Fantasia e tecnica dovrebbero, così come si fece allora, esercitarsi sul fronte della qualità dei servizi per il mercato europeo e oltre. Qualcosa in questa direzione si muove, ma stentatamente e senza il necessario livello di competenza e serietà. Nel medio e lungo periodo nascerà una nuova ed evidente contraddizione tra crescita della produttività ed occupazione, specie nel caso in cui il Pil superi il tasso della produttività.<br />
Rimane il problema posto da Keynes e Leontief. Se il potenziale di produttività sarà elevato, ci troveremo inevitabilmente di fronte ad una costante diminuzione del monte ore lavorativo, perciò occorre sin da ora riflettere sul tempo destinato al lavoro. Ossia ad una nuova ripartizione del lavoro. Se tutti lavorassimo 4 o 5 ore al giorno disponendo di un Pil più elevato, soprattutto in termini di qualità, la stessa qualità della vita potrebbe essere molto migliore. In linea ipotetica, se riuscissimo a pianificare la crescita della produttività al 2% per tutta l’economia, potremmo modificare la retribuzione al lavoro destinando, per esempio, l’1% alla riduzione dell’orario (o più a seconda dell’azienda) e l’1% all’incremento dei salari. Già oggi i premi di produttività sono incoraggiati sia sul piano contributivo sia su quello fiscale. Se gli accordi, che al momento non superano il migliaio, fossero mezzo milione o più, diventerebbe evidente l’effetto di una maggiore domanda per alimentare lo sviluppo anche a compensazione del minor salario dovuto alla riduzione dell’orario di lavoro. In definitiva, ci troviamo di fronte ad una nuova, grande sfida che non possiamo eludere. Occorre ripensare tutto sia sul fronte della crescita sia su quello della mobilità. E, d’altra parte, se il capitale è mobile in un sistema globale, non si può continuare a pensare che il lavoro possa sopravvivere nella totale immobilità.<br />
L’istinto conservatore di questo nostro Paese impedisce spesso di ragionare e di confrontarsi con l’apertura mentale necessaria. Le regole, com’è evidente, devono essere rispettate, ma le regole non possono piegare la realtà, casomai la devono assecondare, accompagnare, sostenere. E la realtà ci dice che dal 1970 ad oggi sono passati ormai più di quarant’anni. In questi quarant’anni il mondo è radicalmente cambiato, così com’è cambiato il modo di produrre e di vivere. Forse è arrivato il momento di mettere mano al cambiamento di quel sistema di regole che ha perso gran parte del senso che aveva in un’altra epoca.<br />
Tornare al progetto. Per la ripresa sarà determinate la cosiddetta “fase 2” dell’azione di Governo a cui è stato affidato il titolo – speriamo benaugurante – di “Cresci Italia”. Sia pure a fatica, qualche idea oltre alle prime misure varate sta emergendo. Innanzitutto appaiono sempre più evidenti la necessità di superare la tecnica della navigazione a vista, che ha caratterizzato l’azione dei Governi negli ultimi quindici anni, e l’obbligo di dispiegare una nuova e più lungimirante capacità progettuale alla quale affidare il futuro del Paese. In numerose occasioni, anche attraverso le pagine dei precedenti Rapporti, abbiamo segnalato, tra le urgenze, quella di elaborare un Progetto che fosse in grado di interpretare le capacità, assecondare le vocazioni, mettere a frutto gli asset strategici sui quali l’Italia può contare. Non è più accettabile l’idea che un Paese come il nostro possa continuare a vivacchiare alla giornata in balìa di ogni turbolenza, senza una mèta e una direzione, costretto a subire decisioni assunte altrove ma delle quali è spesso chiamato a sostenere gli oneri. È indispensabile, ormai, riprendere in mano il nostro futuro e decidere quale dovrà essere il nostro posto nel mondo. Verbi come programmare, pianificare, progettare devono tornare al centro della riflessione e del dibattito politico, economico e sociale. Devono essere liberati dalle interpretazioni ideologiche alle quali sono stati affidati nei decenni passati quando, con l’ondata neoliberista, si affermò anche l’idea che essi dovessero automaticamente essere associati al dirigismo economico delle società del socialismo di Stato. Passò l’idea, appunto, che programmare e pianificare rappresentassero un ostacolo alla crescita e al progresso: l’economia neo-liberista non aveva bisogno di strategie, così come avrebbe dimostrato nel tempo di voler fare a meno della politica, poiché il mercato da solo avrebbe indicato la strada e gli obiettivi. E invece la storia recente ci insegna che gli Stati hanno non solo il ruolo ma soprattutto il dovere di stabilire regole, orientare le scelte e indirizzare le risorse nelle direzioni più confacenti al bene comune. E in questa direzione andrebbe la messa a punto di un processo di riallineamento degli investimenti con gli obiettivi che si intendono perseguire. La difficile congiuntura ci obbliga ad una gestione sempre più attenta ed oculata della spesa pubblica.<br />
Tanto per fare un esempio: ogni anno l’Amministrazione spende per appalti di beni, servizi e forniture circa 100 miliardi di euro e si stima che le stazioni appaltanti siano in Italia non meno di settantamila. A parte il problema di una spesa pubblica che si frantuma e si disperde in mille rivoli, queste stazioni sono gestite attraverso percorsi e procedure di spesa non sempre omologabili e si trasformano, in numerosi casi, in veri e propri centri oscuri di gestione del potere.<br />
Proprio in questa direzione si rendono necessari una maggior trasparenza ed un maggior controllo, anche attraverso una classificazione delle stazioni appaltanti e l’introduzione di un sistema di rating che ne osservi e ne valuti la qualità sotto la competenza della Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici.<br />
E per far ciò, occorre ritornare alla strategia, al progetto, alla programmazione. E occorre farlo soprattutto oggi, in tempo di scarsità di risorse, di mancata crescita e di impoverimento complessivo. Ciò di cui si dispone deve essere investito e impegnato nella consapevolezza che deve produrre frutti e benefici non solo per le generazioni presenti, ma anche per quelle future. L’Italia è, com’è noto, un paese povero di materie prime e deve la propria crescita, nel corso degli ultimi cinquant’anni, alla sua capacità di trasformazione e di vendita, alla inventività e alla duttilità dei suoi imprenditori, alla progressiva affermazione del Made in Italy. Tuttavia, è uno dei paesi più ricchi del mondo per possesso di “materie prime irripetibili” – e speriamo inesauribili – sulle quali costruire la propria prospettiva economica. Ci riferiamo all’enorme patrimonio artistico, naturale, culturale che tutto il mondo ammira e ci invidia. Eppure, noi non siamo mai riusciti a capire appieno questa ricchezza e la portata che essa può produrre in termini economici e di sviluppo.<br />
Altri, meglio di noi, hanno saputo intercettare e sfruttare a piene mani i nostri asset arricchendosi e impoverendo noi. Basti pensare, solo per fare un esempio, alla nostra produzione agroalimentare riconosciuta e apprezzata nel mondo e all’italian sounding, cioè alla falsificazione a livello mondiale dei nostri prodotti e dei nostri marchi, che frutta agli imitatori ben 60 miliardi di euro l’anno, senza contare ciò che accade per tanti altri settori.<br />
Programmare significa, quindi, fare l’inventario di ciò che si possiede in termini materiali e immateriali e decidere come e in quali tempi investire risorse ed energie per trarne ulteriore ricchezza. Una cosa è certa: i nostri asset non conosceranno mai nessuna caduta della domanda; anzi, sono destinati ad essere apprezzati e fruiti da un numero sempre crescente di persone nel mondo.<br />
Certamente l’Italia non potrà né dovrà mai rinunciare alla propria industria manifatturiera: primo perché questa assicura buona produzione, buoni fatturati e un consistente numero di posti di lavoro; in secondo luogo, perché la produzione è lo strumento attraverso il quale prendono corpo e vita le idee e le innovazioni delle quali siamo capaci; in terzo luogo perché, soddisfacendo il mercato interno, limita, per quanto possibile in un’economia globalizzata, il ricorso alla importazione di beni. Naturalmente, il nostro settore manifatturiero in tutte le sue dimensioni e proiezioni di impresa dovrà puntare, per cercare di essere al passo con la concorrenza internazionale, al continuo rafforzamento in termini di innovazione di processo e di prodotto. Tuttavia, ferma restando la necessità di tutelare e sostenere la nostra produzione tradizionale, la prospettiva di sviluppo sarà sempre più caratterizzata dalla nostra capacità di valorizzare il nostro patrimonio naturale, artistico e culturale al quale si faceva prima riferimento. Ma per fare ciò, è necessario un cambio di passo, un vero e proprio cambio di mentalità e di cultura. Occorre accettare, proprio in termini culturali, la postmodernità, con le sfide che essa impone, superando l’idea che l’industria possa essere ancora il vero motore dello sviluppo futuro, almeno per un Paese come il nostro.<br />
Il nostro futuro dipende e dipenderà ancora di più dalla capacità di produrre ricerca e innovazione, dalla qualità del nostro sistema di istruzione, dalla cura che avremo del nostro territorio e dei nostri beni artistici, dal livello dei nostri servizi e dalla qualità della nostra produzione in tutti i settori. Ma sarà determinante anche la lungimiranza con la quale sapremo gestire la presenza nel nostro territorio di milioni di immigrati e dei loro figli ormai parte integrante della nostra popolazione e che costituisce un indubbio fattore di ricchezza, sia per l’apporto economico che essi forniscono al nostro Pil, sia per i collegamenti che gli immigrati tengono aperti con i loro paesi di provenienza, sia per il contributo che danno al superamento del nostro deficit demografico. È consolante il fatto che proprio il ministro Passera, già dai tempi in cui era ai vertici di una delle prime banche italiane, abbia espresso nel corso di un’ampia intervista rilasciata al Corriere delle Sera, la necessità di dare un progetto al Paese.<br />
Oggi il ministro Passera è titolare di un enorme dicastero che ha accorpato le competenze di ben sette precedenti ministeri e ha quindi la possibilità di dare seguito alle idee a suo tempo manifestate e di imprimere una svolta, almeno sul piano del metodo, all’azione del Governo. Ritornare al “progetto” significa anche, o forse soprattutto, riattivare la “produzione di senso” della quale l’Italia ha uno straordinario bisogno. Viviamo in una fase che potremmo definire di galleggiamento, la nostra barca è ferma in mezzo al mare in balìa delle onde. Si cerca di interpretare il vento e le correnti, si compiono piccole manovre che ne garantiscono un minimo di stabilità ma la barca non ha né una mèta da raggiungere né una rotta tracciata da seguire. I suoi marinai, stanchi e delusi, si limitano alla gestione ordinaria in attesa di ordini, che dall’armatore non arrivano. Non hanno alcuna missione da compiere e niente per cui valga la pena di impegnarsi. Si vive alla giornata e a sera appare già un grande risultato il non essere affondati, nonostante il mare agitato e l’arrivo di qualche onda anomala. Progettare significa anche mettere a confronto idee e visioni; chiamare a raccolta le intelligenze migliori; considerare attentamente esperienze diverse; sostenere la creatività; immaginare possibili sviluppi; valutare costi e benefici ma soprattutto alimentare la speranza, l’ottimismo, la voglia di fare e di impegnarsi, di esserci, di partecipare alla costruzione del futuro. Un paese senza progetto è, per rimanere alla metafora marinara, un barca alla deriva in un mare pieno di insidie naturali e di pirati famelici sempre pronti all’arrembaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> Sciogliere i nodi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma per dar vita al “Progetto Paese” occorrono impegno, lungimiranza, capacità di decisione, assunzione di responsabilità, scelte chiare e sicure e soprattutto il coraggio di dire no, quando necessario. E, prima di ogni altra cosa, occorre recuperare una cultura e un metodo dell’osservazione e dell’analisi scientifica che, attraverso un approccio multidisciplinare e sistemico, eviti al Paese i clamorosi errori di valutazione e previsione sinora compiuti.<br />
È finito il tempo della “compatibilità obbligata”, dell’arte di riuscire a far convivere tutto con il suo contrario. È arrivato il tempo di richiamare ciascuno alle proprie responsabilità e ai propri doveri. Ma, oltre a ristabilire il giusto equilibrio tra diritti e doveri, il Progetto, per poter esprimere tutte le sue potenzialità, deve essere condiviso e attivamente partecipato dai cittadini attraverso tutte le articolazioni della società civile. Se l’operazione politica della formazione del Governo Monti genera, in molti, dubbi legittimi sul tasso di democraticità che la caratterizza, la definizione di un progetto per lo sviluppo si presenta davvero come l’occasione per ricucire il rapporto di fiducia tra eletti ed elettori sul punto delicatissimo del livello effettivo di democrazia in questa fase della vita nazionale. In questo caso, la individuazione dei contenuti del progetto ha una uguale importanza rispetto alle modalità attraverso le quali esso sarà elaborato.<br />
Quindi, sarà un progetto imposto dall’alto, dai “migliori” ai cittadini o sarà un progetto ampiamente partecipato?<br />
Il nostro suggerimento è quello di procedere per questa seconda direzione anche nei tempi stretti imposti dalla crisi. Le moderne tecnologie informatiche, gli avanzati metodi di ascolto per la valutazione e selezione delle proposte – tutti strumenti consolidati nei sistemi di democrazia partecipativa – consentono di poter operare presto e bene. Non vi è dubbio che, riguardo alla vita politica ed istituzionale, questa sia la strada per costruire un “patto” che sia fondato su reali elementi di consenso e in grado di allontanare i rischi di rottura della società italiana. Ma un Paese, che voglia immaginare – attraverso il progetto – un futuro migliore, deve prima di ogni altra cosa rimettere ordine al proprio interno e sciogliere i nodi che lo tengono bloccato. Deve affrontare e risolvere i suoi problemi annosi che costituiscono una zavorra che frena qualsiasi possibilità di movimento. Tra i tanti problemi da affrontare, così come abbiamo segnalato all’inizio di questa riflessione, ve ne sono alcuni che, ancor più di altri, assumono un carattere decisivo e rappresentano uno snodo vitale per la prospettiva stessa del Paese. Tra questi, il problema dei problemi, quello dell’impoverimento dei ceti medi e della povertà in generale, e quindi, della redistribuzione della ricchezza, ormai decisivo non più solo per le prospettive dell’economia e della crescita, ma anche per le sorti stesse della nostra democrazia. Da anni il nostro Istituto segnala il progressivo impoverimento dei ceti medi, la crescita delle vecchie e nuove povertà, il blocco della mobilità sociale, l’eccessiva concentrazione della ricchezza nelle mani di un numero sempre minore di soggetti e l’affacciarsi di un nuovo darwinismo sociale. Fummo noi tra i primi a lanciare l’allarme sulla sindrome della “quarta settimana”, che diventò rapidamente della “terza”, per centinaia di migliaia di famiglie che non riuscivano più ad arrivare alla fine del mese. Così come segnalammo il fenomeno, fino ad allora sconosciuto, dei “poveri in giacca e cravatta”, testimoniato dal profondo cambiamento delle caratteristiche sociali dei fruitori delle mense della Caritas.<br />
Ancor più della crisi politica e istituzionale, le difficoltà economiche di strati sempre più ampi della società italiana determineranno le prospettive della nostra democrazia. Stiamo consumando la rottura di quel patto sociale, che sinora ha tenuto insieme il Paese anche nei momenti di maggiore gravità, e prendono nuovo vigore le derive corporative che esaltano l’egoismo e la separatezza sociale. Il conflitto ritorna sulla scena con tutta la sua carica dirompente e, in mancanza di un adeguato sistema di regolazione sociale, i bisogni vengono sacrificati agli interessi e, a loro volta, gli interessi particolari prendono il sopravvento su quelli generali.<br />
Tutto ciò sollecita un rapido ritorno della politica. Di una politica che riesca a liberarsi delle sue scorie. Una buona politica che sappia prendere su di sé il compito e la responsabilità di restituire all’Italia il futuro che merita.</p>
<p style="text-align: center;">________________</p>
<p>INDICE</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CONSIDERAZIONI GENERALI</strong> di <em>Gian Maria Fara</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il coraggio di rompere il “patto”</strong><br />
<strong>L’Italia vittima e complice di una democrazia bloccata </strong>(pagg. III-XXV)<strong><br />
</strong></p>
<p>Come prima, più di prima<br />
Vassalli, valvassori e valvassini<br />
Doppia articolazione della morale<br />
Il capro espiatorio<br />
I ricchi sono migliori<br />
Chi paga il conto?<br />
Ma sono stati valutati tutti i rischi?<br />
L’ultima spiaggia<br />
Cittadini o sudditi<br />
Crescere, ma come?<br />
Il capitale è mobile<br />
Tornare al progetto<br />
Sciogliere i nodi</p>
<p><strong>VITA/MORTE</strong><br />
<strong>Decidere di (non) morire</strong> <strong></strong>(pagg. 3-169)<strong></strong><br />
1.  Testamento biologico e “fine vita”<br />
2.  Le nuove rappresentazioni della morte<br />
3.  Gli infortuni sul lavoro e le morti bianche<br />
4.  Vecchie e nuove malattie professionali<br />
5.  Biotecnologie e immortalità: la clonazione<br />
6.  Fecondazione assistita: padri e madri ad ogni costo<br />
7.  Morte ad alta velocit&agrave;<br />
8.  Scegliere di non vivere<br />
9.  La condizione anziana oggi e il rapporto con la sanità: opinioni e valutazione dei protagonisti<br />
10.  Italiani salutisti? (Sondaggio)</p>
<p><strong>ESSERE/AVERE</strong><br />
<strong>Il precario equilibrio tra essenza e sostanza</strong> (pagg. 173-348)<strong></strong><br />
11. La condizione economica delle famiglie (Sondaggio)<br />
12.  Gli italiani e il risparmio tra il 2000 ed il 2010: beato chi è riuscito a risparmiare<br />
13. Il superfluo e lo spreco<br />
14. La metamorfosi della televisione<br />
15.  Nella rete della partecipazione<br />
16. Social Shopping, il nuovo eldorado?<br />
17.  Gli italiani e le lingue estere: il caso del Servizio Biblioteche di Roma (Sondaggio)<br />
18. In difesa della lingua<br />
10.  Disagio psicologico e psicoterapia<br />
20.  Italia, un amore difficile (Sondaggio)</p>
<p><strong>GIUSTIZIA/INGIUSTIZIA</strong><br />
<strong>La somma delle ingiustizie</strong> (pagg. 351-535)<strong></strong><br />
21.  La fiducia dei cittadini nelle Istituzioni (Sondaggio)<br />
22.  Quell’esigenza di giustizia giusta<br />
23.  I costi della giustizia: l’eccessiva lentezza dei processi civili danneggia il Sistema Paese<br />
24.  Avvocati “detrattori”?<br />
25.  Gli effetti sociali delle norme sulla giustizia e in materia di riforma delle professioni<br />
26. Gli italiani e il diritto europeo: un rapporto contraddittorio<br />
27. L’estremo orrore degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg)<br />
28. Suicidi in carcere, la strage silenziosa<br />
29. Vite in carcere<br />
30. Al centro della sicurezza</p>
<p><strong>RAGIONEVOLE/IRRAGIONEVOLE</strong><br />
<strong>L’Italia dell’economia: tra ritardi e prospettive</strong> (pagg. 539-722)<strong></strong><br />
31. La sostenibilità del debito pubblico in Italia<br />
32. Lavoro precario, lavoro in bilico<br />
33. L’impatto sociale delle norme in materia di previdenza, sugli effetti dell’Imu, sui rapporti tra fisco e lavoro femminile<br />
34. Innovazione. Confronti internazionali<br />
35. Tendenze, consumi e sfide del mercato italiano del lusso<br />
36. Denominazioni territoriali e qualità: il perimetro  delle produzioni italiane a Denominazione d’Origine<br />
37. Proteggi oggi il nostro pasto quotidiano ovvero i Carabinieri contro le frodi e le sofisticazioni alimentari<br />
38. Big Pharma e il rischio dell’imperialismo sanitario<br />
39. Il Prometeo dei libri: innovazione e tradizione<br />
40. Il possesso dei beni materiali, il consumismo (Sondaggio)</p>
<p><strong>GENITORI/FIGLI</strong><br />
<strong>Genitori oggi: attese, esigenze, problemi, criticità</strong> (pagg. 725-883)<strong></strong><br />
41. Benessere nella terza età (Sondaggio)<br />
42. Genitori in Rete<br />
43. Genitori e figli: tra fiducia e responsabilit&agrave;<br />
44. C’eravamo tanto amati<br />
45. La maternità in età avanzata, tra progressi della medicina e dilemmi etici<br />
46. Affidi e adozioni: una famiglia per ogni bambino<br />
47. Affidamento condiviso<br />
48. I giovani, la politica e i partiti (Sondaggio)<br />
49. Dall’agricoltura italiana “giovani” opportunità per il Paese<br />
50. La chirurgia estetica ovvero il mito della bellezza</p>
<p><strong>SOSTENIBILITÀ/INSOSTENIBILITÀ</strong><br />
<strong>Il XXI Secolo sarà il “Secolo verde”, quello della Sostenibilità oppure un “Secolo bollente” con un aumento di temperature da catastrofe ambientale?</strong> (pagg. 887-1054)</p>
<p>51. The day after. La stampa quotidiana italiana di fronte all’incidente nucleare di Fukushima<br />
52. Contrasto ai cambiamenti climatici: l’adattamento<br />
53. Energia da fonte eolica e piano d’azione nazionale: situazione e prospettive<br />
54. Biodiversità, sostenibilità e sviluppo economico<br />
55. Agricoltura, per un nuovo “patto con la società”<br />
56. Bioedilizia, buone prassi per il risparmio energetico<br />
57. Raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche: un’opportunità per il recupero di materie prime ed energia<br />
58. Il turismo sostenibile: un caso studio per le Isole minori<br />
59. La mobilità sostenibile in Italia<br />
60. Le Aree Protette, culla della biodiversità</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia generale (pagg. 1057-1065)<strong></strong></p>
<p>Sitografia (pag. 1066)<strong></strong></p>
<p>Indice dei nomi (pagg. 1067-1069)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Hanno curato i saggi</em>: Gioia Di Cristofaro Longo • Paolo De Nardis • Roberto De Vita •  Guido Corazziari • Maurizio Quilici • Alfonso Pecoraro Scanio</p>
<p>La rilevazione campionaria (tramite questionario) relativa ai dati contenuti nelle schede-sondaggio è stata effettuata dall’Eurispes tra il 20 dicembre 2011 e 5 gennaio 2012, su un campione &#8211; rappresentativo della popolazione italiana &#8211; di 1.090 cittadini.</p>
<p style="text-align: center;"> ___________</p>
<p><a href="http://www.eurispes.it"><img title="Logo Eurispes" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Logo-Eurispes.jpg" alt="Logo Eurispes" width="55" height="37" /></a>L’<strong>Eurispes</strong>, Ispes fino al gennaio 1993, è un istituto di studi sociali senza fini di lucro ed opera dal 1982 nel campo della ricerca politica, economica, sociale e della formazione. L’Istituto realizza studi e ricerche per conto di imprese, enti pubblici e privati, istituzioni nazionali ed internazionali.</p>
<p>Nello stesso tempo, promuove e finanzia autonomamente indagini su temi di grande interesse sociale, attività culturali, iniziative editoriali, proponendosi come centro autonomo di informazione ed orientamento dell’opinione pubblica e delle grandi aree decisionali che operano nel nostro Paese. La scelta operativa dell’Eurispes deriva dalla convinzione che una adeguata politica di governo della situazione socio-economica pretenda una conoscenza dei fatti sempre più aggiornata ed integrata. Nel perseguire questi suoi obiettivi l’Eurispes è particolarmente avvantaggiato dalla propria composizione: al suo interno confluiscono, infatti, più “culture” di diverso orientamento che si ricompongono in un’unità omogenea ed originale.</p>
<p><a href="http://www.eurispes.it/">www.eurispes.it</a> &#8211; <a href="http://www.eurispes.eu/">www.eurispes.eu</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: center;">1982-2012</h1>
<p style="text-align: center;">Da trent’anni l’Istituto di ricerca degli italiani aiuta a capire il mondo che cambia</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Catalogo Generale</title>
		<link>http://www.felian.it/catalogo-generale-edizione-n-19/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 12:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre 15.000 prodotti a portata di mouse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfogliate il Catalogo Generale virtuale e gustate a fondo come ogni prodotto, ogni singola offerta, ogni nuova tecnologia che mettiamo al vostro servizio ha l&#8217;obiettivo di aumentare la vostra <strong>soddisfazione</strong> e la vostra <strong>efficienza</strong>.</p>
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<p>La gamma dei prodotti è stata suddivisa in<strong> 16 capitoli </strong>ed è stata ampliata: <strong>oltre 2.800 novità</strong>.</p>
<p><a title="Catalogo sfogliabile Felian" href="http://10.1.1.191/Felian/wp-content/uploads/catalogo-generale-felian_2012/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-239" title="Catalogo Generale Felian n.19" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/catalogo-felian-2012.jpg" alt="" width="230" height="441" /></a><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Archiviazione <span style="color: #808080;"><em>3-57</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Macchine per ufficio <em><span style="color: #808080;">58-101</span></em><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Presentazioni &amp; Riunioni <span style="color: #808080;"><em>102-117</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Hardware &amp; Software <span style="color: #808080;"><em>118-147</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Informatica <span style="color: #808080;"><em>148-169</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Arredo Ufficio <span style="color: #808080;"><em>170-233</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Complementi per l&#8217;ufficio <span style="color: #808080;"><em>234-263</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Scrittura <em><span style="color: #808080;">264-319</span></em><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Cancelleria <span style="color: #808080;"><em>320-375</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Carta <em><span style="color: #808080;">376-421</span></em><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Modulistica <span style="color: #808080;"><em>422-435</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Utensileria &amp; Materiale elettrico <span style="color: #808080;"><em>436-455</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Igiene &amp; Catering <span style="color: #808080;"><em>456-491</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Sicurezza Lavoro <span style="color: #808080;"><em>492-507</em></span><br />
<span style="color: #333399;">•</span> Regali Aziendali <span style="color: #808080;"><em>508-511</em></span><br />
<span style="color: #333399;">• </span>Nastri &#8211; Toner &#8211; Ink jet <span style="color: #808080;"><em>512-571</em></span></p>
<h1>ELICA, qualità e convenienza</h1>
<p>Oltre alla presenza dei migliori marchi internazionali, per soddisfare le vostre esigenze di stile associate alla convenienza, abbiamo realizzato una linea di prodotti speciali per l’ufficio, di <strong>grande qualità</strong> al <strong>giusto prezzo</strong>.</p>
<p>In tutto il catalogo, i prodotti ELICA sono sempre evidenziati con il marchio e quindi di facile e veloce individuazione.<a href="http://www.felian.it/catalogo/prodotti-elica/"><img class="size-medium wp-image-521 alignright" title="Marchio-ELICA" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Marchio-ELICA-300x236.jpg" alt="" width="247" height="195" /></a></p>
<p><strong>Oltre 1.650 articoli ELICA</strong> sono distribuiti in tutte le categorie merceologiche per arredare, corredare, archiviare e arricchire il vostro lavoro quotidiano di quel valore aggiunto che i prodotti ELICA sanno dare.</p>
<p>Tutta la linea è pensata e progettata per le aziende che cercano <strong>articoli di altissima resa, qualità assoluta e risparmio</strong>. Chi acquista ELICA ha la garanzia del <strong>miglior rapporto tra qualità e prezzo</strong>: è in quest’ottica che ELICA fa volare alto l’ufficio consentendovi non solo di scegliere, ma di scegliere sempre bene.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;">Scegliere ELICA è saper scegliere.</span></strong></p>
<h1>Prodotti originali</h1>
<p>Felian, grazie ad importanti <strong>accordi</strong> e <strong>collaborazioni</strong> con le più <strong>grandi case produttrici nazionali ed internazionali</span></strong>, garantisce il più ricco assortimento di <strong>prodotti originali certificati di alta qualità ed affidabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.felian.it/partners-customers/"><img class="size-full wp-image-524 aligncenter" title="Marchi-Prodotti-Originali" src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Marchi-Prodotti-Originali-2012.jpg" alt="" width="429" height="106" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuova Area Clienti</title>
		<link>http://www.felian.it/la-nuova-area-clienti/</link>
		<comments>http://www.felian.it/la-nuova-area-clienti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.felian.it/?p=3783</guid>
		<description><![CDATA[Provare per credere, clicca qui. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>nuovissima Area Clienti Felian</strong> sviluppata con la moderna tecnologia <em>SharePoint</em> della <em>Microsoft</em> è un pratico e performante punto di incontro, dove è possibile consultare in tempo reale, <a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank">digitando le proprie credenziali</a>  (si dovrà effettuare la registrazione anche se in possesso delle vecchie credenziali) e navigare le sezioni:</p>
<ul>
1. <strong>Ordini</strong><br />
2. <strong>Documenti &#038; E/C</strong><br />
3. <strong>Comunicazioni &#038; Manuali</strong><br />
4. <strong>Customer Care</strong><br />
5. <strong>e-Procurement</strong>
</ul>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/home-area-clienti.jpg" alt="Homepage Area Clienti" title="Homepage Area Clienti" width="550" height="509" class="aligncenter size-full wp-image-4834" /></a></p>
<p>Dalla homepage è possibile avere accesso immediato alle sezioni:</p>
<ul>
1. <strong>Ordini</strong><br />
2. <strong>Estratto Conto</strong><br />
3. <strong>Documenti &#038; E/C</strong>
</ul>
<p>cliccando direttamente sulle tre grandi icone. </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>1) Ordini</strong></p>
<p>In questa sezione è possibile controllare direttamente gli <strong>ordini effettuati</strong> e ricevere informazioni dettagliate sull’andamento dell’evasione degli stessi: </p>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/menu_ordini.jpg" alt="Menu Ordini Area Clienti" title="Menu Ordini Area Clienti" width="550" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-4839" /></a></p>
<ol>
• <strong>Stato degli ordini</strong> (totalmente evasi)<br />
• <strong>Stato degli ordini inevasi</strong> (parzialmente evasi)
</ol>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/stato_degli_ordini.jpg" alt="Stato degli Ordini Area Clienti" title="Stato degli Ordini Area Clienti" width="550" height="363" class="aligncenter size-full wp-image-4842" /></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>2) Documenti &#038; E/C</strong>  </p>
<p>Nella prima sottosezione “<strong>Documenti</strong>” è possibile visualizzare e ricevere via e-mail una copia conforme in formato pdf dei propri documenti:</p>
<p><a href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252ffelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252Ffelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2ffelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252Ffelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/menu_documenti.jpg" alt="Menu Documenti Area Clienti" title="Menu Documenti Area Clienti" width="550" height="289" class="aligncenter size-full wp-image-4837" /></a></p>
<ol>
• <strong>Fattura Accompagnatoria</strong><br />
• <strong>Fattura Differita</strong><br />
• <strong>Nota di Credito</strong>
</ol>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/invio_documento_pdf.jpg" alt="Invio Documento Pdf Area Clienti" title="Invio Documento Pdf Area Clienti" width="550" height="403" class="aligncenter size-full wp-image-4835" /></a></p>
<p>Mentre nella seconda sottosezione E/C: <strong>“Estratto Conto”</strong> è possibile verificare e controllare il saldo e i relativi dettagli con l&#8217;evidenza dello scaduto:</p>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/menu_estratto_conto.jpg" alt="Menu Estratto Conto - Area Clienti" title="Menu Estratto Conto - Area Clienti" width="550" height="295" class="aligncenter size-full wp-image-4838" /></a></p>
<ol>
• <strong>E/C Saldo</strong> (nell&#8217;esempio sotto il dettaglio di una fattura differita)<br />
• <strong>E/C Scaduto</strong>
</ol>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/dettaglio_estratto_conto.jpg" alt="Dettaglio Estrato Conto Area Clienti" title="Dettaglio Estrato Conto Area Clienti" width="550" height="317" class="aligncenter size-full wp-image-4833" /></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>3) Comunicazioni &#038; Manuali</strong></p>
<p>In questa sezione è possibile esplorare e scaricare le informazioni contenute nelle seguenti sottosezioni:</p>
<ul>
1. <strong>Certificazioni</strong><br />
2. <strong>Comunicazioni</strong><br />
3. <strong>FAQ</strong> (le domande più frequenti e le relative risposte)<br />
4. <strong>Manuali</strong><br />
5. <strong>Promozioni in corso</strong> (cataloghi elettronici da sfogliare on-line, flyer, depliant, etc.)
</ul>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/comunicazioni-manuali.jpg" alt="comunicazioni &amp; manuali" title="comunicazioni &amp; manuali" width="550" height="211" class="aligncenter size-full wp-image-4853" /></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>4) Customer Care</strong></p>
<p>Questa sezione è dedicata al contatto diretto tra Azienda e Cliente, infatti, oltre ad avere sottomano i Numeri Verdi per ricevere un supporto professionale è possibile sia effettuare ordini telefonici che:</p>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/customer_care.jpg" alt="Customer Care Area Clienti" title="Customer Care Area Clienti" width="550" height="387" class="aligncenter size-full wp-image-4832" /></a> </p>
<ul>
1. <strong>Preparare un ordine cartaceo scaricando il <a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Proposta-dOrdine-Felian_2011.pdf" target="_blank">Modulo d&#8217;Ordine Felian</a></strong>;<br />
2. <strong>Richiedere il “Reso” o la “Sostituzione” della merce compilando il Modulo di reso on-line</strong> (ogni richiesta inoltrata sarà valida solo dopo la relativa autorizzazione della direzione);
</ul>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/modulo_reso.jpg" alt="Modulo Reso Area Clienti" title="Modulo Reso Area Clienti" width="550" height="647" class="aligncenter size-full wp-image-4841" /></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>5) e-Procurement</strong></p>
<p>Da questa sezione è possibile accedere direttamente alla piattaforma elettronica di <a href="http://www.felian.it/coral/"><strong>e-Procurement CORAL</strong></a> . Una piattaforma altamente performante creata per ottimizzare tutti i processi di acquisto utilizzando le più avanzate formule di approvvigionamento del mercato.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>Note tecniche sul Sistema di accesso e identificazione del Cliente</strong></p>
<p>Tramite due soli parametri <strong>Nome Utente</strong> (Codice Cliente di 6 numeri) e <strong>Password</strong> (elaborata dal sistema ed in seguito personalizzabile dal Cliente) si accede a tutti i nostri servizi on-line.  </p>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/login_area_clienti.jpg" alt="Login Area Clienti" title="Login Area Clienti" width="550" height="442" class="aligncenter size-full wp-image-4836" /></a></p>
<p>Il Cliente alla sua prima registrazione, per ottenere le credenziali di accesso, dovrà compilare il seguente form e compilare i campi obbligatori:</p>
<p><a style="color:blue;" href="http://archimede.antares-it.com/CustomerDeptSts/Login.aspx?ReturnUrl=%2fCustomerDeptSTS%2fdefault.aspx%3fwa%3dwsignin1.0%26wtrealm%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252f_trust%252fdefault.aspx%26wctx%3dhttp%253a%252f%252fareaclienti.atanor.it%252fFelian%252f_layouts%252fAuthenticate.aspx%253fSource%253d%25252FFelian&#038;wa=wsignin1.0&#038;wtrealm=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2f_trust%2fdefault.aspx&#038;wctx=http%3a%2f%2fareaclienti.atanor.it%2fFelian%2f_layouts%2fAuthenticate.aspx%3fSource%3d%252FFelian" target="_blank"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/modulo_registrazione.jpg" alt="Modulo Registrazione Area Clienti" title="Modulo Registrazione Area Clienti" width="550" height="545" class="aligncenter size-full wp-image-4840" /></a></p>
<ul>
1. <strong>Codice Cliente</strong><br />
2. <strong>Nome e Cognome</strong><br />
3. <strong>e-mail</strong><br />
4. <strong>Telefono</strong><br />
5. <strong>Consenso al trattamento dei dati personali</strong>
</ul>
<p>La richiesta arriverà ai nostri sistemi e, dopo la procedura di registrazione, le credenziali saranno inviate all’account (indirizzo e-mail) presente nella nostra anagrafica cliente.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Distruggidocumenti DAHLE-CleanTEC</title>
		<link>http://www.felian.it/distruggidocumenti-dahle-cleantec/</link>
		<comments>http://www.felian.it/distruggidocumenti-dahle-cleantec/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 16:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Polveri sottili &#8211; un problema che riguarda anche l’ufficio Non le senti, non le vedi, ma ci sono e costituiscono un grave rischio per la salute. Possono provenire da autovetture, fumo, ceneri vulcaniche o macchine da ufficio. Come ad esempio i distruggidocumenti! Ogni volta che si distrugge un foglio di carta si producono microscopiche particelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Polveri sottili &#8211; un problema che riguarda anche l’ufficio</h1>
<p>Non le senti, non le vedi, ma ci sono e costituiscono un grave rischio per la salute. Possono provenire da autovetture, fumo, ceneri vulcaniche o macchine da ufficio. Come ad esempio i distruggidocumenti!<br />
Ogni volta che si distrugge un foglio di carta si producono microscopiche particelle che si disperdono nell’aria, vengono inalate e a seconda della dimensione, raggiungono diverse parti dell’organismo. Le più piccole (<0,001mm) penetrano, attraverso gli alveoli polmonari, fino alla circolazione sanguigna. A seconda dei casi, queste polveri possono causare disturbi infiammatori, malattie cardiovascolari, ecc.</p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Polveri-sottili.jpg"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Polveri-sottili.jpg" alt="" title="Polveri-sottili" width="550" height="259" class="aligncenter size-full wp-image-3680" /></a></p>
<h1>L’innovazione Dahle: il sistema di filtraggio delle polveri sottili!</h1>
<h2>Fino al 94 % di polveri sottili in meno!</h2>
<p>I nuovi distruggidocumenti Dahle con l&#8217;<strong>innovativo filtro Dahle CleanTEC</strong> offrono una reale soluzione al problema delle polveri sottili.  </p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Grafico-di-misurazione-polveri-sottili.jpg"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Grafico-di-misurazione-polveri-sottili.jpg" alt="Grafico di misurazione polveri sottili" title="Grafico di misurazione polveri sottili" width="550" height="303" class="aligncenter size-full wp-image-3681" /></a></p>
<p>Grazie ad un sistema aspirante, le polveri sottili sono raccolte lungo l&#8217;intera lunghezza dei cilindri di taglio, e vengono trasportate direttamente nel filtro, posto sul retro della macchina. Il filtro è realizzato in 3 strati di materiale completamente riciclabile, le microfibre contenute nel filtro sono parzialmente caricate di energia elettrostatica in modo da trattenere permanentemente le polveri sottili. Sul pannello elettronico sono presenti indicatori luminosi: </p>
<ol>
<li><strong>cambio filtro</strong> (indica la necessità di sostituire il filtro, che si può comodamente cambiare e smaltire con i normali rifiuti domestici), </li>
<li><strong>riempimento e apertura sportello</strong> (segnale acustico che indica il cestino pieno e lo sportello aperto), </li>
<li><strong>blocco motore</strong> (è sufficiente un rumore come un urlo o un colpo con la mano sul mobiletto per bloccare il motore), </li>
<li><strong>misurazione ottica del volume di carta</strong> (semaforo che evidenzia la quantità di carta inserita, per evitare sovraccarichi, se il volume di carta è eccessivo, la macchina si blocca) </li>
</ol>
<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/JpDjytQ5dWw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ogni distruggidocumenti Dahle CleanTEC ha un sistema Intelligent Reverse, per l&#8217;espulsione automatica (senza sforzo e senza danneggiare i componenti) della carta in caso di blocco motore &#8211; risparmio energetico &#8211; dotato di 4 ruote pivottanti per un agevole trasporto &#8211; elevati cicli di lavoro (ciclo di lavoro continuo per 1 ora e doppia protezione termica per surriscaldamento) &#8211; <strong>garanzia di 35 anni sui cilindri di taglio</strong>, a condizione di un corretto utilizzo della macchina.</p>
<p><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Distruggidocumenti-DAHLE-CleanTEC.jpg"><img src="http://www.felian.it/wp-content/uploads/Distruggidocumenti-DAHLE-CleanTEC.jpg" alt="" title="Distruggidocumenti-DAHLE-CleanTEC" width="600" height="262" class="aligncenter size-full wp-image-3682" /></a></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Cod. PL3448</strong> Distruggidocumenti a strisce DAHLE CLEANTEC 41206<br />
<strong>Cod. PL3449</strong> Distruggidocumenti a frammenti DAHLE CLEANTEC 41214<br />
<strong>Cod. PL3450</strong> Distruggidocumenti a strisce DAHLE CLEANTEC 41306<br />
<strong>Cod. PL3451</strong> Distruggidocumenti a frammenti DAHLE CLEANTEC 41314<br />
<strong>Cod. PL3452</strong> Distruggidocumenti a frammenti DAHLE CLEANTEC 41422<br />
<strong>Cod. PL3453</strong> Distruggidocumenti a frammenti DAHLE CLEANTEC 41430</p>
<h3><strong><a href="mailto: customercare@felian.it?subject=Richiedo informazioni sui distruggidocumenti Dahle CleanTEC">Richiedi ulteriori informazioni all&#8217;Agente Felian </a></strong><a title="Contatta un Agente Felian><span style="color: #ffffff;"></span></a></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Codice in materia di protezione dei dati personali</title>
		<link>http://www.felian.it/codice-in-materia-di-protezione-dei-dati-personali/</link>
		<comments>http://www.felian.it/codice-in-materia-di-protezione-dei-dati-personali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 16:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.felian.it/?p=3391</guid>
		<description><![CDATA[Tutela dei dati personali Al fine di poter utilizzare al meglio i servizi e/o informazioni che Felian S.p.A. mette a disposizione attraverso il proprio sito web, all&#8217;utente potrebbe essere richiesto di fornire informazioni e/o dati riferimenti alla propria attività, al proprio indirizzo (anche email) ecc. Informativa a tutela della privacy (ex art. 13 del decreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Tutela dei dati personali</h1>
<p>Al fine di poter utilizzare al meglio i servizi e/o informazioni che Felian S.p.A. mette a disposizione attraverso il proprio sito web, all&#8217;utente potrebbe essere richiesto di fornire informazioni e/o dati riferimenti alla propria attività, al proprio indirizzo (anche email) ecc.<br />
<br/></p>
<h1>Informativa a tutela della privacy</h1>
<p><strong>(ex art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196)</strong></p>
<p>Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, denominato &#8220;codice in materia di protezione dei dati personali&#8221;, garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell&#8217;interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all&#8217;identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali.<br />
Per trattamento, ai sensi dell&#8217;art. 4, comma 1, lett. a) dell’indicato decreto legislativo n. 196/2003, si intende qualsiasi operazione (raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, consultazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione e distruzione) applicata a dati personali compiuta con o senza l&#8217;ausilio di strumenti elettronici.<br />
Vi informiamo che i dati da Voi fornitici, oppure altrimenti acquisiti nell&#8217;ambito della nostra attività, formano oggetto di trattamento, in forma manuale e/o informatica, secondo i criteri di liceità, correttezza e nella piena tutela dei Vostri diritti ed in particolare della Vostra riservatezza.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pertanto Vi informiamo che:</strong></p>
<ol>
<li>I dati vengono trattati in relazione alle esigenze contrattuali, all&#8217;adempimento di obblighi previsti da leggi, da regolamenti e dalla normativa comunitaria, oltre che per consentire una efficace gestione amministrativa dei rapporti con Voi intercorrenti. I dati verranno trattati in forma manuale e/o su supporto magnetico, elettronico o telematico.</li>
<li>Ferme restando le comunicazioni e diffusioni effettuate in esecuzione di obblighi di legge, i suddetti dati potranno essere comunicati alla nostra rete di agenti, ad istituti di credito, a società di factoring, a società di recupero crediti, e ad eventuali altri professionisti, consulenti o controparti che dovessero intervenire nell&#8217;esecuzione dell&#8217;incarico, ai soli fini della tutela del credito e della migliore gestione dei nostri diritti relativi al singolo rapporto commerciale. Il trattamento dei dati, oltre alle finalità connesse, strumentali e necessarie alla fornitura del Servizio potrà essere finalizzato a raccogliere dati ed informazioni in via generale e particolare sugli orientamenti e le preferenze dell&#8217;Utente; inviare informazioni ed offerte commerciali, anche di terzi; inviare materiale pubblicitario e informativo; effettuare comunicazioni commerciali, anche interattive; compiere attività dirette di vendita o di collocamento di prodotti o servizi; elaborare studi e ricerche statistiche su vendite, clienti e altre informazioni, ed eventualmente comunicare le stesse a terze parti; cedere a terzi i dati raccolti ed elaborati a fini commerciali anche per la vendita o tentata vendita, ovvero per tutte quelle finalità a carattere commerciale e/o statistico lecite.</li>
<li>Il trattamento dei dati di cui al punto 1 è obbligatorio ed essenziale ai fini dell&#8217;esecuzione degli incarichi e dei rapporti contrattuali. L&#8217;eventuale rifiuto a fornire i dati stessi ed al loro trattamento potrà determinare l&#8217;impossibilità a dar corso ai rapporti contrattuali medesimi. Il mancato conferimento, invece, di tutti i dati che non siano riconducibili ad obblighi legali o contrattuali sarà valutato, di volta in volta, dalla Società Felian S.p.A., e determinerà conseguenze commisurate all&#8217;importanza dei dati richiesti per la gestione del rapporto.</li>
<li>I dati verranno trattati per tutta la durata dei rapporti contrattuali instaurati ed anche successivamente per l&#8217;espletamento di norme di legge e per finalità commerciali.</li>
<li>Ai sensi dell&#8217;<a href="http://www.felian.it/art-7-diritto-di-accesso-ai-dati-personali-ed-altri-diritti/">art. 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196</a>, il Cliente ha il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento e può, secondo le modalità e nei limiti previsti dalla vigente normativa, richiedere la conferma dell&#8217;esistenza di dati personali che lo riguardano, e conoscerne l&#8217;origine, riceverne comunicazione intelligibile, avere informazioni circa la logica, le modalità e le finalità del trattamento, richiederne l&#8217;aggiornamento, la rettifica, l&#8217;integrazione, richiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima, il blocco dei dati trattati in violazione di legge, ivi compresi quelli non più necessari al perseguimento degli scopi per i quali sono stati raccolti.
</li>
<li>Il titolare del trattamento è Felian S.p.A., con sede legale in Viale Francesco Angelini, 4, 00040 Santa Palomba &#8211; Pomezia (Roma), nella persona del suo legale rappresentante pro-tempore. I dati possono essere trattati presso la sede della Società o presso gli studi di consulenza fiscale, nonché presso eventuali altri professionisti, ai quali è stato conferito il mandato per l&#8217;elaborazione della contabilità e quant&#8217;altro di competenza.</li>
</ol>
<p><br/><br />
Con riferimento a ciò, la Felian S.p.A conferma che tutti i dati saranno trattati nel più completo rispetto del <strong><a href="http://www.felian.it/wp-content/uploads/CodiceDeontologico.pdf">Codice in materia di protezione dei dati personali</a></strong> (D.Lgs 196/03).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Art. 7 D.Lgs 196/2003 – (Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti)</title>
		<link>http://www.felian.it/art-7-d-lgs-1962003-%e2%80%93-diritto-di-accesso-ai-dati-personali-ed-altri-diritti/</link>
		<comments>http://www.felian.it/art-7-d-lgs-1962003-%e2%80%93-diritto-di-accesso-ai-dati-personali-ed-altri-diritti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 16:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.felian.it/?p=3389</guid>
		<description><![CDATA[Art. 7 &#8211; (Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti) L&#8217;interessato ha diritto di ottenere la conferma dell&#8217;esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. L&#8217;interessato ha diritto di ottenere l&#8217;indicazione: a) dell&#8217;origine dei dati personali; b) delle finalità e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Art. 7 &#8211; (Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti) </strong></p>
<ol>
<li>L&#8217;interessato ha diritto di ottenere la conferma dell&#8217;esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. </li>
<li>L&#8217;interessato ha diritto di ottenere l&#8217;indicazione:<br />
a) dell&#8217;origine dei dati personali;<br />
b) delle finalità e modalità del trattamento;<br />
c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l&#8217;ausilio di strumenti elettronici;<br />
d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell&#8217;articolo 5, comma 2;<br />
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati. </li>
<li>L&#8217;interessato ha diritto di ottenere:<br />
a) l&#8217;aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l&#8217;integrazione dei dati;<br />
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;<br />
c) l&#8217;attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.
</li>
<li>L&#8217;interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:<br />
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;<br />
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. </li>
</ol>
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		<title>Codice in materia di protezione dei dati personali</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 14:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutela dei dati personali Al fine di poter utilizzare al meglio i servizi e/o informazioni che Felian S.p.A. mette a disposizione attraverso il proprio sito web, all&#8217;utente potrebbe essere richiesto di fornire informazioni e/o dati riferimenti alla propria attività, al proprio indirizzo (anche e-mail) ecc. Con riferimento a ciò, la Felian S.p.A conferma che tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #ff6600;">Tutela dei dati personali</span></strong></h1>
<p>Al fine di poter utilizzare al meglio i servizi e/o informazioni che Felian S.p.A. mette a disposizione attraverso il proprio sito web, all&#8217;utente potrebbe essere richiesto di fornire informazioni e/o dati riferimenti alla propria attività, al proprio indirizzo (anche e-mail) ecc. Con riferimento a ciò, la Felian S.p.A conferma che tutti i dati saranno trattati nel più completo rispetto del <strong>Codice in materia di protezione dei dati personali</strong> (D.Lgs 196/03).</p>
<p>Il Titolare del trattamento dei dati è: Felian S.p.A. &#8211; Viale Francesco Angelini, 4 &#8211; 00040 Santa Palomba &#8211; Pomezia (RM)</p>
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